Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Ospedali del Fvg verso la normalità, ma il 15% dei sanitari non è ancora vaccinato

Il consistente calo di tutti gli indicatori sta permettendo un lento ritorno alle normali prestazioni del sistema sanitario regionale

Foto Aiello

"L'andamento della pandemia in Friuli Venezia Giulia, con un consistente calo di tutti gli indicatori, ci consente di avviare il ritorno alla normalità anche del servizio sanitario regionale, con la progressiva ripresa delle attività sospese e il recupero di quelle riprogrammate". Lo ha annunciato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, evidenziando che "la completa ripresa dell'attività chirurgica programmata rappresenta un importante passo avanti verso il ritorno alla normalità per il servizio sanitario del Friuli Venezia Giulia. Rispetto alla prima, nel corso della seconda e terza ondata pandemica le aziende sanitarie, nonostante la forte pressione a cui erano sottoposte, hanno attuato una riorganizzazione delle attività volta a ridurre, quanto più possibile, i tempi d'attesa degli interventi chirurgici, programmandone l'esecuzione nelle sale operatorie delle strutture ospedaliere non Covid, come il Burlo Garofolo di Trieste e il Cro di Aviano. Un approccio nuovo rispetto al passato studiato per consentire l'esecuzione degli interventi e contenere, per quanto possibile, il disagio provocato a pazienti e a familiari in seguito allo spostamento della sede".

Riccardi ha quindi spiegato che "nell'ultimo anno e mezzo tutti il personale sanitario è stato in prima linea per combattere il Covid-19 e ora continua ad esserlo per la campagna vaccinale e la ripresa delle attività ordinarie. A queste donne e uomini va quindi il plauso e il ringraziamento di tutto il Friuli Venezia Giulia, nell'auspicio che sempre più cittadini sostengano gli sforzi compiuti dai professionisti della salute sottoponendosi alla vaccinazione".

In Asugi

Nell'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina rimangono destinati ai pazienti Covid i reparti di: Malattie infettive con 29 posti letto; Geriatria Covid con 22 posti letto; Rianimazione Covid: 9 posti letto. Il reparto di Pneumologia Covid è invece in fase di accorpamento con quello di Rianimazione. Per quanto riguarda l'attività chirurgica dal 24 maggio è prevista l'erogazione di 42 sedute a settimana nel complesso operatorio di Cattinara e di 34 sedute a settimana nelle sale di Gorizia e Monfalcone; inoltre dalla prima settimana di giugno saranno attivate ulteriori 5 sedute a settimana all'Ospedale Maggiore di Trieste. Sul fronte dell'attività specialistica ambulatoriale, Asugi ha provveduto da maggio a dicembre 2020 al recupero delle 35.073 prestazioni e visite di specialistica ambulatoriale sospese durante il lockdown dello scorso anno per tutte le persone che, contattate, hanno risposto e accettato di presentarsi anche in una sede diversa rispetto a quella originariamente prenotata. Inoltre, 28.000 prestazioni sono state recuperate dai privati accreditati.

La critica

Meno ottimista il membro della commissione paritetica Stato-Fvg Salvatore Spitaleri. “In relazione a terapie intensive, ospedali e strutture sanitarie preoccupa il fatto che rispetto alla media nazionale del 96% del personale sanitario vaccinato, il Friuli Venezia Giulia si trova nel fondo di questa classifica, dieci punti più in basso. E poi, nonostante gli sforzi di operatori e volontari, per molti versi la campagna vaccinale in Friuli Venezia Giulia non procede, come ha ricordato lo stesso presidente Fedriga, e questo è un problema per il mantenimento della conquistata zona bianca”, afferma commentando i dati delle vaccinazioni del personale sanitario, dove  spiccano in negativo il Friuli Venezia Giulia che deve ancora somministrare la prima dose al 15,4% dei suoi operatori sanitari, mentre quasi tutte le Regioni hanno raggiunto pressoché la totalità del target.

Per Spitaleri “chiedere di riaprire tutto superando la prudenza del presidente Draghi mentre abbiamo seri problemi di copertura della fascia 70/79, cui manca ancora il 35% per la prima dose, vuol dire rischiare in poche settimane di dover nuovamente piangere morti e riaprire terapie intensive”. “Va dato atto che gli Ordini professionali si sono subito attivati nel trasferire alla Regione gli elenchi dei professionisti iscritti – aggiunge Spitaleri - per consentire raffronto e attività di sollecitazione. Sarebbe essenziale, ormai prossimi ai due mesi da tali adempimenti, avere un report dello stato dell’arte da parte dell’assessore regionale alla Salute, con indicazione puntuale di carenze e azioni positive. Sarebbe poi utilissimo che anche tutti i dirigenti e primari – puntualizza - siano i primi sponsor della vaccinazione”

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