Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

G20: Agenda Onu 2030, convegno di Aidda sullo sviluppo sostenibile nell’area del mediterraneo

La delegazione regionale dell’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda, ha organizzato un recente convegno online dal titolo “Agenda 2030, questa sconosciuta. Istruzioni per un vero sviluppo sostenibile”. Al centro dell’incontro l’intervento del professor Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione Prima

LAgenda 2030 dellONU pone sfide cruciali per lo sviluppo sostenibile e larea del Mediterraneo su questo tema presenta grandi opportunità per strategie e azioni comuni. È questa la considerazione che ha ispirato la Delegazione regionale di AIDDA - lAssociazione Imprenditrici e Donne Dirigenti dAzienda - nellorganizzazione di un recente convegno online dal titolo Agenda 2030, questa sconosciuta. Istruzioni per un vero sviluppo sostenibile”.

Al centro dell’incontro l’intervento del professor Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione Prima (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area) e già Rettore dellUniversità di Siena dal 2010 al 2016, che ha presentato i risultati del report “Sviluppo Sostenibile nel Mediterraneo” sulle trasformazioni necessarie affinché i 24 Paesi dell’area mediterranea possano raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile posti dall’Agenda ONU 2030, con lobiettivo di stimolare strategie e azioni comuni nell’area.

“La grande questione che si pone oggi – ha spiegato Riccaboni – non è più se essere sostenibili, ma come fare ad esserlo. L’Agenda 2030, gli Accordi di Parigi, l'Enciclica Laudato Si’, l'European Green Deal hanno messo al centro l'inevitabilità della transizione ecologica e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Le grandi aziende sembrano aver compreso l'importanza del cambio di paradigma e la grammatica della sostenibilità. Ciò che dobbiamo cogliere è la sfida per il tessuto imprenditoriale del nostro Paese, fatto di piccole e medie imprese, offrendo loro un supporto concreto nella transizione verso la sostenibilità. È proprio grazie all'innovazione tecnologica, organizzativa e sociale che possiamo dare risposte professionali e soluzioni in grado di conciliare piccole dimensioni delle imprese, sostenibilità e redditività. E favorire al contempo risorse e azioni di sostegno allo sviluppo dell'imprenditoria femminile. La sfida che abbiamo davanti è fare in modo che l'innovazione passi alle aziende, introducendo politiche pubbliche e trovando nuovi meccanismi di relazione fra imprese e ricerca in una logica di co-creazione, collaborazione e partnership. L'attenzione degli investitori e i contenuti del PNRR ci danno segnali che si sta andando nella giusta direzione”.

Il 2030 è una scadenza improrogabile e molto vicina – ha dichiarato Lilli Samer – alla quale nessuno può e deve sottrarsi. Come AIDDA vogliamo fare la nostra parte nel portare una tematica tanto complessa quanto prioritaria allattenzione della comunità imprenditoriale delle donne, sempre impegnate in prima linea nel creare sviluppo e nel muoversi con determinazione e crescente velocità verso un percorso di vera sostenibilità. Questo incontro è stato un’occasione preziosa per confrontarci sulle iniziative concrete che stiamo portando avanti nelle aziende delle associate AIDDA che da sole generano un fatturato di 12,5 miliardi di euro, di cui 1,45 attribuibile alle aziende al femminile del Friuli Venezia Giulia. L’imprenditoria femminile conosce in prima persona la sfida rappresentata dal cambiamento dello status quo, per questo è l’interprete adatto per farsi carico di una decisa evoluzione verso il futuro come quella delineata dall’Agenda 2030. In questo processo un ruolo centrale avrà la ricerca, e Trieste con al sua storia e le sue eccellenze in questo campo potrà avere un ruolo importante”.

Tra i relatori anche Mounir Ghribi, Direttore della Cooperazione Internazionale, Comunicazione, Sviluppo delle Competenze e Promozione della Ricerca (ICAP) - OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale: “L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – ha spiegato - ha una validità globale. Sono 17 gli obiettivi fissati che riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile ai cittadini. Uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile è raggiungere l'uguaglianza di genere e responsabilizzare tutte le donne e le ragazze entro il 2030. Tuttavia, le donne e le ragazze continuano a subire discriminazioni e sono ancora oggi vittime di violenza in tutto il mondo.

A chiudere l’evento con Lilli Samer anche il Senatore Roberto Antonione, Segretario Generale del CEI (Central Europe Initiative), che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere i giovani in un processo di transizione economica e sostenibile in quanto fruitori in prima persona del mondo che sarà. “Ritengo particolarmente significativo che un’organizzazione di imprenditrici sia così impegnata e attiva nel promuovere lo sviluppo sostenibile. È tempo che si capisca che solo le donne possono portare il proprio bagaglio di esperienze, legato alla cura della famiglia, per favorire la transizione culturale che la società è chiamata a fare sulla strada dello sviluppo sostenibile” – ha inoltre dichiarato il Senatore. 

Questo appuntamento rientra nel quadro di iniziative promosse da AIDDA in vista del Women20 (W20), l’evento del G20 dedicato all’imprenditoria e al ruolo delle donne che, nel 2021, sarà presieduto per la prima volta dallItalia e di cui AIDDA cura l’organizzazione. 

AGENDA 2030

LAGENDA 2030 è un documento programmatico sottoscritto il 25 settembre 2015 dagli Stati Membri dellONU. Nello stesso sono elencati e descritti diciassette obiettivi, meglio conosciuti come SDG - Sustainable Development Goals, che gli stati firmatari si sono impegnati a raggiungere entro il 2030. LAgenda è il risultato di un lungo percorso politico che, fino ad oggi, ha prodotto un progressivo cambio di paradigma modificando il concetto stesso di sostenibilità. 

Angelo Riccaboni

Il professor Angelo Riccaboni, rappresentante italiano del Ministero Università e Ricerca, già Rettore dellUniversità di Siena, è Professore di Economia Aziendale, Presidente del Santa Chiara Lab e presidente della Fondazione PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area). La Fondazione è incaricata di attuare il programma PRIMA (Partnerships for Research and Innovation in the Mediterranean Area), un'iniziativa congiunta della Commissione Europea e di 19 Paesi dell'area Euro-Med, 11 membri dellUE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia, Spagna) e 8 non-EU (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia), che promuove e finanzia progetti di ricerca e innovazione sui sistemi agroalimentari sostenibili e la gestione delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo. Il programma è dotato di un budget di circa 500 milioni di euro finanziato dalla Commissione europea e dai 19 Paesi euromediterranei.

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