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"Bodyshaming" contro la 16enne star di Tik Tok, bufera social sul Circolo Miani

Ieri 18 agosto lo storico sodalizio ambientalista ha pubblicato un post contro la Tik Toker Gaia Bianchi, post che molti utenti hanno condannato senza mezzi termini. Il Circolo: "Non era bullizzante, né insultante". Tanti commenti cancellati e persone bloccate

Si dice bodyshaming, si legge "deridere qualcuno per il suo aspetto fisico". A finire nell’occhio del ciclone è stata la pagina facebook del Circolo Miani, sodalizio ambientalista triestino che ieri 18 agosto ha pubblicato un post contro Gaia Bianchi, la celebre TikToker di 16 anni al centro di recenti polemiche per la frase “se chiudete le discoteche io non vado a scuola”. Il post "incriminato" è stato preso d'assalto da decine di utenti che hanno condannato le parole del circolo. 

L'antefatto

Al di là dell'utilità delle attenzioni mediatiche rivolte a chi ha più di un milione di follower sul social preferito dai più giovani, in questa occasione il Circolo Miani, tradizionalmente attento a tematiche ben più importanti dal punto di vista della salvaguardia ambientale della città, ha pensato di scrivere un post che già nel titolo preannunciava la posizione nei confronti di una minorenne, già finita negli scorsi giorni nella "bufera" per l'uscita pubblica sulla chiusura delle discoteche.  

Il post del Circolo Miani

“Braccia rubate al Mocio Vileda” questa l'introduzione al testo che, riprendendo la frase della TikToker e corredando il tutto con due fotografie, si è concentrato soprattutto sull’aspetto fisico della 16enne. “A parte il “leggerissimo” trucco stile madre di Silvester Stallone – scrive il gruppo ambientalista - a lavar le scale ci guadagna nella linea e prova a dimagrire, che le può fare solo bene”.

Le reazioni infuriate

Un post che ha scatenato l’indignazione di molti utenti che hanno condannato l’episodio con parole dure. “Capisco i nervi scoperti, ma fare bodyshaming verso una 16enne è veramente squallido”, “rendetevi conto del livello e sputatevi in un occhio da soli” e “bullismo becero, sessista” sono solamente alcuni dei commenti apparsi sotto il post. Chiamato in causa per lo “scivolone”, dal Circolo Miani hanno fatto sapere di essere “preoccupati per la sua salute, che il cervello ormai è andato”.

I commenti: "Pezo el tacon del buso"

“Se a 16 anni si è sovrappeso diabete e tanto altro delineano un futuro non felice" cosl'attacco di un primo tentativo di spiegare le ragioni del post, tentativo a cui ha fatto seguito un commento di cui riportiamo i passaggi salienti. "Il nostro invito ad abbracciare il mocio è la cosa più gentile da rispondere a chi purtroppo rappresenta un milione di seguaci, dunque un personaggio pubblico e d'altronde migliaia di persone le hanno risposto con parole irriferibili". Il Circolo Miani sostiene che le critiche al trucco e al suo peso non nasconderebbero una motivazione "insultante" o "bullizzante". In altri passaggi, si sono fatte allusioni all'utilizzo della satira, passaggio che molti utenti hanno definito, utilizzando la colorita espressione in dialetto triestino “pezo el tacon che el buso”.  

Il testo di legge

Infine, nel quadro generale che evidenzia casi di bodyshaming, va ricordato che da qualche tempo questo vergognoso fenomeno è entrato di fatto nel dibattito istituzionale e politico. A gennaio 2020 la Camera dei Deputati ha infatti votato a favore della proposta di legge contro il body e fat shaming. Gli otto articoli rappresentano un’estensione del testo sul cyberbullismo approvato tre anni fa. Di conseguenza, per veder annoverare il bodyshaming tra i reati con particolari specificità è una solo questione di tempo. 

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