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Mercato Coperto, il Gal Carso sfodera le prime idee sul suo possibile futuro

Spazi per l'agricoltura e l'artigianato, punto noleggio e-bike, incontri ed eventi culturali trasformandolo in un centro polifunzionale dell'ampio territorio che gravita attorno a Trieste, con un carattere spiccatamente "green”. Gli strumenti finanziari, le proposte e la condivisione con WWF e Slow Food. Pizziga: "A disposizione"

Spazi per l'agricoltura e l'artigianato locali, un punto di noleggio per le e-bike, ma anche incontri ed eventi culturali che possano ridare vita al Mercato Coperto trasformandolo in un centro polifunzionale dell'ampio territorio che gravita attorno a Trieste e dal carattere spiccatamente "green”. La proposta di "vestire" la struttura alla stregua di un punto nevralgico dove far confluire una lunga lista di attori protagonisti della sua rinascita proviene dal Gal Carso/Gal Kras, negli scorsi giorni "tirato" per la giacca anche dalla stessa politica cittadina in merito alla possibile visione futura della storica area di via Carducci. Dopo il caso scoppiato nelle scorse settimane, la vicenda ha registrato un fermento significativo sul piano del coinvolgimento di diverse realtà, includendo anche il sodalizio guidato da David Pizziga. 

Gli strumenti finanziari

Il Gal ha infatti lavorato alla stesura di una prima idea di come il Mercato coperto potrebbe cambiare e, non ultimo, ha messo nero su bianco le possibilità offerte dagli strumenti pubblici di finanziamento. Da quelle attivabili grazie alla Camera di Commercio della Venezia Giulia fino al Piano di Sviluppo Rurale della Regione Fvg, passando dalla Fondazione CrTrieste, a fonti di finanziamento europee e operando assieme a PromoTurismo Fvg, il Gal ha individuato alcune potenziali misure volte a sostenere le reti di impresa, ad identificare le eccellenze regionali e ad attivare sia progetti di filiera che investimenti per la commercializzazione degli stessi prodotti. Il tutto, troverebbe inoltre sponda sulla necessaria diffusione delle informazioni che il Gal già cura per quanto riguarda le sue attività, attraverso la digitalizzazione di contenuti sul sito Trieste.green. 

Dove funziona già: vai al sito trieste.green

Residenti e turisti, un binomio che va d'accordo

"Centro economico per i residenti e attrazione per i turisti", il caldo riparo per le cosiddette "venderigole" nato nel 1936 grazie al lascito di Sara Davis ora è a tutti gli effetti al centro del dibattito cittadino (e non solo elettorale, evidentemente, visto che il Gal non è un soggetto politico ndr). "L'occupazione quasi militare del territorio da parte dei supermercati e la tradizionale difficoltà triestina ad organizzare dei contesti commerciali preferenziali per l'agricoltura del suo circondario - scrivono nella bozza di progetto - ha fatto sì che la relazione tra città e contado sia andata via via scemando nel corso degli ultimi decenni". Nonostante ciò, secondo il Gal anche a Trieste "c'è una grande richiesta di prodotti agricoli locali" richiamando, di conseguenza, le istituzioni e la comunità intera "alla responsabilità verso chi è più debole". 

Gli esempi da dove trarre spunto

Una buona idea non sempre nasce originale. A volte, infatti, può essere frutto dell'ispirazione suscitata da modelli preesistenti. Come Lubiana, o Belfast, Klagenfurt e Graz (tutti mercati che servono una zona che oscilla tra i 100mila e i 340mila abitanti ndr), anche il Mercato Coperto potrebbe diventare un "contesto agricolo" capace di aiutare la comunità agricola e artigianale, ma anche e soprattutto subire una sorta di metamorfosi in chiave turistica. "Potremmo prendere spunto da qui" continua il Gal che non dimentica il coinvolgimento dei Mercati della Terra di Slow Food, "rete internazionale di mercati contadini, creata secondo i principi di Slow Food, che rappresentano non il solito mercato, ma spazi di vendita gestiti collettivamente da contadini-produttori, luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo sistemi di produzione sostenibili per l’ambiente". 

"Siamo a disposizione": con il Gal anche Slow Food e il WWF

In tale contesto, il Gal ha condiviso la possibilità di impegno per il rilancio del Mercato Coperto proprio con Slow Food e il WWF. "Dal 2015 - così Pizziga - abbiamo strutturato una metodologia specifica per la consultazione e il coinvolgimento delle aziende, che si è rivelata utile per lavorare e far lavorare insieme centinaia di aziende del territorio rurale, sia della filiera agricola sia del turismo. Siamo a disposizione anche per il Mercato Coperto". Posizioni identiche a quelle di Sergio Gobet, fiduciario della Condotta triestina di SF, e di Alessandro Giadrossi, presidente del sodalizio ambientalista di Trieste. 

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