Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Pesca sportiva, Walter Citti: «È discriminazione»

Il garante regionale contro le discriminazioni, Walter Citti, ha richiesto la modifica della Legge Regionale 43 del 1988 in materia di pesca sportiva. Secondo il massimo organo di garanzia regionale, la legge sarebbe discriminatoria e creerebbe disparità verso i cittadini stranieri. Interessato l'intervento dell'assessore Paolo Panontin

Walter Citti, Garante regionale contro le discriminazioni, chiede la modifica della normativa sulla pesca sportiva in quanto crea disparità nei confronti dei cittadini stranieri. Ha quindi inviato un parere all'assessore Paolo Panontin, che detiene la delega alle risorse ittiche, all'Ente regionale tutela pesca e ai capigruppo in Consiglio regionale, motivando la sua richiesta che si riferisce
alla legge 43/1988 in materia di licenze e autorizzazioni alla pesca sportiva
nelle acque dolci.

Nel parere, il Garante rileva come la normativa riservi ai soli cittadini italiani residenti il rilascio delle licenze di pesca sportiva e la frequenza agli appositi corsi di abilitazione organizzati dall'ETP, mentre i cittadini stranieri, pur regolarmente residenti in FVG, siano assogettati al regime separato delle autorizzazioni, meno favorevole in quanto le autorizzazioni risultano proporzionalmente molto più costose delle licenze e non consentono la medesima flessibilità nell'esercizio dell'attività di pesca.

Citti rileva inoltre come vi sia una disparità di trattamento nella partecipazione alle gare di pesca sportiva in FVG tra cittadini italiani e stranieri residenti nelle altre regioni dove sono titolari della licenza di pesca, in quanto solo i primi sarebbero esentati dall'apposita autorizzazione. Il Garante sottolinea come tali disparità di trattamento non siano conformi ai principi di uguaglianza e di non discriminazione di cui al diritto costituzionale, al diritto dell'Unione europea e al diritto nazionale e ha chiesto dunque agli organi competenti l'immediata disapplicazione di dette norme discriminatorie, che contrastano anche con gli obiettivi di integrazione dei cittadini stranieri nella comunità locale e regionale.

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