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Gdf: tre Arrestati per una Truffa "Rip-Deal"

Ecco come funzionava la truffa messa in atto da tre croati: PROCOPIO Gianni alias RADULOVIC Gianni (detto anche "Tigre"), di 32 anni, MATIC Pavle di anni 30 ed il fratello MATIC Giulio di anni 28, il primo residente ad Arluno (MI) e gli altri due...

Ecco come funzionava la truffa messa in atto da tre croati: PROCOPIO Gianni alias RADULOVIC Gianni (detto anche "Tigre"), di 32 anni, MATIC Pavle di anni 30 ed il fratello MATIC Giulio di anni 28, il primo residente ad Arluno (MI) e gli altri due residenti ad Ossona (MI); scoperta dalla Gdf di Trieste.
"I delitti in argomento venivano sistematicamente posti in essere perlopiù ai danni di cittadini stranieri (francesi, austriaci e sloveni) mediante ripetuti incontri e contatti che avvenivano sia sul territorio nazionale in località site nei pressi dei confini, owero anche in territorio estero, spesso in alberghi di lusso, dove i truffatori ostentavano rilevanti e fantomatiche disponibilità economiche, utilizzando autovetture di grossa cilindrata ed effettuando preliminari trattative via internet con scambi di e-mai!. L'indagine svolta dai militari del Comando Provinciale di Trieste è nata a seguito di una denuncia presentata nel settembre 2010 dal direttore di una società slovena con sede a Kranj (SLO), operante nel settore della compravendita di oro, che aveva subito una articolata truffa per un ingente quantitativo d'oro.
In particolare, un gruppo di sedicenti facoltosi arabi, dimostratisi interessati all'acquisto di oro, avevano fraudolentemente sottratto, nel corso di tre incontri, posti in essere a Trieste e Padova, nove kilogrammi in lingotti per un valore di oltre 300.000 euro.
Nella prima occasione i sedicenti arabi avevano acquistato un primo lingotto quale campione pagandolo 23.000 euro a titolo di acconto.
Durante un successivo incontro, tenutosi in un elegante albergo del capoluogo giuliano, gli autori della frode avevano ordinato altri quattro chilogrammi di oro.
Dopo aver controllato la merce, al momento del pagamento, col pretesto che i venditori sarebbero stati seguiti dalla Polizia, si erano dati alla fuga portandosi dietro i preziosi articoli.
Non contenti, i truffatori avevano richiesto ed ottenuto un terzo incontro per pagare quanto ancora dovuto e per acquistare altri quattro chilogrammi.
L'ultima riunione si è tenuta questa volta a Padova ed i commercianti sloveni sono stati saldati con mazzette di banconote di cui solo le prime erano reali.
Le altre, infatti, erano dei fac-simile per un totale di 289.000 euro.
Le banconote venivano abilmente confezionate in mazzette da 500? rilegate con una fascetta centrale che copriva la scritta "fac-simile", nonché avvolte in cellophane trasparente.
Solo alcune mazzette, da utilizzare per un eventuale riscontro da parte delle vittime, riportavano nella parte superiore, alcune banconote genuine dello stesso taglio.
Attraverso l'esame dei tabulati delle utenze telefoniche in uso ai soggetti coinvolti nella vicenda e le successive intercettazioni telefoniche disposte dalla locale A.G., le Fiamme Gialle sono riuscite a risalire ed identificare i "sedicenti arabi", risultati di fatto essere tre soggetti di origine rom residenti nell'hinterland milanese -alcuni già con precedenti specifici in materia di truffa e di spendita di banconote false.
Tali soggetti sono stati successivamente compiutamente identificati attraverso l'individuazione fotografica da parte delle vittime slovene dei reati in argomento.
All'interno di alcuni locali nella disponibilità degli arrestati, a seguito delle perquisizioni svolte dalle Fiamme Gialle di Trieste in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Magenta sono stati, inoltre, rinvenuti veri e propri depositi di banconote fac-simile. Sono state, difatti, sequestrate complessivamente piu' di 83.500 banconote di valute varie (euro in banconote da 500, 200, 100, 50, dollari americani in banconote da 100, sterline inglesi in banconote da 50, franchi svizzeri in banconote da 1.000), per un valore nominale complessivo corrispondente pari a quasi venti milioni di euro. Sono stati inoltre sequestrati 5.500? in contanti in banconote da 50Q?, 20 telefoni cellulari e 12 SIM Card. I tre indagati si trovano attualmente ristretti presso il carcere di Milano -SVittore.


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