Generali: al via smart working a turno per tutti i dipendenti

In un'intervista al Corriere la responsabile del personale Monica Possa ha spiegato la rivoluzione in corso nel gruppo, che conta 72mila dipendenti in tutto il mondo, in seguito alla quale "non torneremo più indietro, ci sarà sempre una modalità di lavoro bilanciata tra ufficio e remoto"

"Il lavoro da remoto interesserà, seppur modularmente, il 100% dei dipendenti Generali", lo ha dichiarato al Corriere la responsabile del personale del gruppo Generali Monica Possa, che ha parlato di "necessità di riscrivere concetti come ufficio, appartenenza, professionalità". In una lunga intervista Possa ha dichiarato che i dipendenti di Generali nel mondo sono quasi 72mila, in Italia 17mila, e nel nostro paese la modalità di telelavoro, disponibile in via sperimentale, non era valorizzata a sufficienza, per poi adeguarsi rapidamente durante la pandemia. Per non perdere la dimensione umana, in alcuni casi, i reparti si sono auto-organizzati con appuntamenti collettivi giornalieri o addirittura aperitivi di svago, tutto in digitale.

Possa ha poi dichiarato che "costruendo il lavoro del futuro terremo presente il ruolo dell’ufficio, non lo cancelleremo. Non a caso dopo l’estate abbiamo sentito l’esigenza di una riconnessione con i nostri dipendenti e abbiamo aperto a un graduale ritorno. Grazie a un’apposita app abbiamo regolato il traffico, garantendo turni di presenza di massimo 2 giorni a settimana, che ci consentono di garantire la massima sicurezza". Nell'intervista emerge anche come non sarebbero stati rilevati, nonostante lo smartworking, problemi di scarsa efficienza.

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In sintesi, dopo questa esperienza "non torneremo più indietro - ha spiegato con decisione Possa -. Ci sarà una modalità di lavoro bilanciata tra ufficio e remoto. Un dipendente avrà possibilità di lavorare a regime, oltre che dall’ufficio da dove vuole, dal luogo di residenza o dal coworking o dalla seconda casa in campagna o al mare. Sarà una scelta individuale. L’ufficio resterà però importante come centro di aggregazione, formazione, relazione e appartenenza".

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