Cronaca

Ginnastica gratis nelle periferie per vivere meglio e più a lungo

Anche quest'anno l'associazione Benessere ha calendarizzato numerosi corsi di ginnastica dolce, a corpo libero e con mini attrezzi per i meno abbienti

Con un'età media che nel 2026 dovrebbe sfiorare i cinquant'anni, Trieste si conferma come una delle città più anziane d'Italia. E se il dato può contrariare gli amanti della movida, dall'altro è indice di una qualità della vita, evidentemente, fra le migliori del Paese. Se sotto San Giusto si vive a lungo (e bene) il merito è anche di tutte quelle realtà, pubbliche e soprattutto private, che si occupano di incentivare la salute della cittadinanza. Già, perché c'è uno stile di vita che aiuta a campare di più, ed è quello basato sull'attività fisica, sempre più spesso vista - a ragione - come incentivo semplice e naturale per affrontare la terza età con i giusti “anticorpi”.

Ginnastica dolce, a corpo libero e con mini attrezzi

Ed è proprio sulla promozione della salute e grazie alla sinergia con il Comune di Trieste e con la locale Azienda Sanitaria Universitaria Integrata che l'associazione Benessere ha calendarizzato, come avviene in questo periodo da tantissimi anni, numerosi corsi di ginnastica dolce, a corpo libero e con mini attrezzi. Niente di nuovo, verrebbe da dire, se non fosse per il target prescelto dall'Asdc: gli adulti tout court, ma con una massiccia percentuale di over 65, alcuni dei quali, oltretutto, con specifiche patologie quali dolore artrosico cronico e diabete. Non solo: a tutti coloro che presentano un Isee inferiore ai 10 mila euro viene offerta la possibilità di frequentare gratuitamente le lezioni, due volte alla settimana da autunno a primavera inoltrata. Ma c'è di più: l'attenzione di Benessere si concentra in particolare nelle zone meno abbienti della città e nelle aree più periferiche, che sono proprio i quartieri dove spesso è più complicato integrare gli anziani.

Ciò che colpisce dell'iniziativa portata avanti da colui che è il referente per l'associazione, Saul Laganà, riguarda anche le location: "Uno dei messaggi che Benessere ha voluto lanciare, in accordo con il Comune, è di “aprire” letteralmente quegli spazi pubblici, e nel caso specifico i ricreatori, che al pomeriggio sono occupati dai bambini ma che di mattina sono vuoti e rappresentano le strutture più idonee per consentire alla cittadinanza di praticare attività fisica. Nello specifico le lezioni vengono svolte presso i ricreatori De Amicis, Padovan, Lucchini, Gentilli, Fonda Savio, Brunner e Cobolli oltre ai due siti messi a disposizione presso il Distretto Sanitario numero 2 di San Giacomo ed al 3 di Valmaura".
“Mi piace sottolineare - osserva Laganà - come la nostra iniziativa rappresenti un progetto win-win, nel senso che a guadagnarne sono tutte le parti in gioco. La cittadinanza in primis, alla quale viene offerto un servizio di qualità, a costi bassi e in alcuni casi addirittura gratuitamente, attraverso l'esperienza di laureati in scienze motorie o di veri e propri insegnanti di educazione fisica.

Più salute

Il sistema sanitario, perché l'attività ginnica ha una valenza preventiva e in parte anche curativa; l'ente pubblico, perché con il nostro impegno mattutino nei ricreatori occupiamo spazi che altrimenti rimarrebbero vuoti per metà giornata; l'economia del paese, perché attraverso una ginnastica continuata e coordinata si riesce a migliorare lo stato di salute della popolazione e quindi ad incidere positivamente sulle uscite dedicate alle cure mediche, che rappresentano una problematica di non poco conto per l'Italia ed in genere per tutti gli stati occidentali. Ed in una nazione che continua ad invecchiare, sono convinto che potremmo fungere da progetto pilota o comunque da esempio anche per altre realtà territoriali, nelle quali manca ancora una simile visione nel lungo periodo”. Le iscrizioni nelle ultime settimane confermano ulteriormente il trend positivo di questi anni: “Siamo in crescita esponenziale un po' dappertutto. Ad oggi contiamo oltre 430 soci, abbiamo già raddoppiato i corsi al Cobolli e se la tendenza rimarrà la stessa, come ci auguriamo, a breve andremo incontro ad un oggettivo problema di capienza”.

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