Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

"Gioielli di Filo": inaugurata la mostra in Piazza Oberdan

Opere ispirate ai quadri di Klimt e di Mirò, di Botticelli e Piero della Francesca, alle incisioni di Loize Spacal, agli acquerelli del pittore giapponese Katsushika Hokusa, alle creazioni dell'artista francese Ertè

Opere ispirate ai quadri di  Klimt e di Mirò, di Botticelli e Piero della Francesca, alle  incisioni di Loize Spacal, agli acquerelli del pittore giapponese  Katsushika Hokusa, alle creazioni dell'artista francese Ertè, ma  anche alle poesie di Francesco Petrarca.

"Gioielli di Filo", la mostra allestita a Trieste, nel Palazzo  del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, e inaugurata  dal presidente Franco Iacop insieme all'assessore al lavoro  Loredana Panariti nella pausa dei lavori d'Aula, testimonia  l'innovativa attività di ricerca e di elevata formazione svolta  dalla Fondazione Scuola di Merletti di Gorizia che, dal 2013, ha  raccolto l'eredità della Scuola omonima - prima statale e poi  regionale - attestata fin dal primo Novecento dai prestigiosi  riconoscimenti ottenuti a esposizioni del settore.

Un patrimonio e un vanto per la città di Gorizia e per il Friuli  Venezia Giulia: arrivano infatti da altre regioni (Liguria,  Molise, Campania, Lazio, Lombardia) e dall'estero (Slovenia,  mentre arrivano richieste anche dall'Oriente) una cinquantina di  allievi (uomini e donne) dei 700 che seguono i 55 corsi  sperimentali (durata 6 anni per ottenere il diploma di maestro/a  merlettaio/a) dislocati, oltre che nel capoluogo isontino, in  altri 31 comuni della regione, per rispondere alla richieste  crescenti dal territorio: dati citati dal presidente della  Fondazione Carlo Del Torre e dalla direttrice della Scuola Miriam  Mauri, con l'auspicio - condiviso  dal sindaco di Gorizia Ettore  Romoli - che di merletto si possa parlare non solo nell'ambito  della cultura, ma anche nelle pagine dell'economia e di poter  contare su una vetrina permanente che promuova questi manufatti  di altissimo pregio. Perchè l'obiettivo - nelle parole  dell'assessore Panariti - è anche quello di individuare percorsi  occupazionali. L'impegno della Regione, che alla Fondazione  partecipa sostenendola, è proprio questo, ha ribadito a sua volta  Iacop sottolineando l'importanza che è in ciò l'aver scelto di  puntare sull'innovazione.

Le opere esposte - una cinquantina i manufatti innovativi e una  trentina tra quadri, gioielli e monili - confermano infatti la  posizione di avanguardia nel design e delineano un percorso  ideato proprio per documentare l'attività di studio e di ricerca  di nuove espressioni artistiche, che conducono a esplorare nuove  frontiere nelle tecniche di lavorazione, a coltivare una  straordinaria precisione esecutiva, a progettare e realizzare  soggetti a tema per partecipare a concorsi nazionali e  internazionali i cui risultati confermano il prestigio della  nostra istituzione.

Declinare la lavorazione a merletto in forme, usi ed espressioni  in continua evoluzione, ove i canoni tradizionali lasciano spazio  alla contaminazione con altre tecniche fondendo in un insieme  armonico materiali non convenzionali e intrecci inusuali, per le  allieve del corso di sperimentazione rappresenta - è stato  spiegato - una continua sfida alla ricerca di possibili  configurazioni da dare al merletto, sempre più separato dalla  dimensione dell'utilizzo per essere considerato pura espressione  artistica.

La ricerca di nuove proposte progettuali ha indotto a realizzare  capi di abbigliamento, accessori, merletti-gioiello aprendosi  anche verso ambiti inediti con l'obiettivo di coniugare lo  sviluppo artistico con sbocchi professionali.

La tradizione locale della lavorazione del merletto risale al  1672, introdotta a Gorizia dalle suore Orsoline arrivate da Liegi
dove l'arte del merletto era fiorente: nell'educandato collegato  al monastero esse impartivano alle giovani delle famiglie nobili  goriziane le nozioni per una adeguata educazione. Oggi il  merletto fa delle operatrici del settore un tassello nella rete  mondiale di chi si dedica a quest'arte: artiste tedesche,  spagnole, francesi, danesi, argentine e giapponesi dialogano con  noi sugli stessi temi e su quale ruolo giochi il prezioso filo  che ci unisce - ha aggiunto la direttrice Mauri, sottolineando  che fra gli obiettivi della Fondazione c'è anche quello di  riprendere i contatti con i plessi scolastici per inserire i  corsi di merletto fra le attività scolastiche.

La mostra resterà allestita nel palazzo del Consiglio regionale  fino al 28 febbraio ed è visitabile da lunedì a giovedì dalle  9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30, il venerdì dalle 9.30  alle 13.

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