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Cronaca

Il premio Nobel per la Fisica nella città della scienza, è il giorno di Giorgio Parisi

Il professore dell'Università La Sapienza di Roma è stato protagonista della mattinata di oggi 22 ottobre al Centro di Fisica Teorica di Trieste. La standing ovation di 400 persone presenti nell'aula magna della Sissa. "La scelta dei temi sul Pnrr è fondamentale, la comunità scientifica va ascoltata"

Nella partita che l'Italia è chiamata a giocare in virtù delle risorse provenienti dal pnrr c'è anche il fondamentale ruolo della ricerca scientifica. A sostenerlo è stato Giorgio Parisi, professore de La Sapienza di Roma e premio Nobel per la Fisica che nella mattinata di oggi 22 ottobre è stato ospite dell'International Centre of Therotical Phisics di Trieste. "La scelta dei temi è importante e la consultazione della comunità scientifica altrettanto. Il problema è come usciremo dal pnrr tra cinque anni, in merito alle misure ordinarie e non straordinarie". 

Il valore della scienza

Secondo Parisi, che nell'aula magna della Sissa ha tenuto una lectio magistralis davanti a circa 400 persone tra insegnanti e studenti e dal titolo "The value of science", la situazione da tenere sott'occhio è quella francese. "Se vogliamo arrivare alla loro situazione attuale sul piano della ricerca e sviluppo vanno spesi diversi miliardi di euro nei prossimi anni". Prima della lezione (iniziata con una standing ovation e un applauso lungo quasi due minuti) Parisi ha incontrato la stampa, nell'aula Budinich del Centro di Fisica. Dalla comunicazione della scienza ai cambiamenti climatici, dalla cosiddetta "fuga dei cervelli" fino al ruolo delle donne nella scienza, il professore ha risposto a circa mezz'ora di domande. 

Standing ovation e applauso lunghissimo, guarda il video

La fuga dei cervelli

"Negli ultimi vent'anni la scienza ha compiuto progressi eccezionali e in questo c'è anche la questione di come si forma il consenso tra gli scienziati. In merito alla situazione legata alla pandemia, agli scienziati non è mai stato insegnato come andare in un talk show". I ricercatori se ne va vanno dall'Italia, cosa fare per trattenerli, questa la nostra domanda. "Bisogna che l'Italia diventi un Paese accogliente per i ricercatori, non solo per quelli italiani ma anche per gli altri. Servono contratti a tempo indeterminato, che diano la possibilità di comprare una casa, ad esempio. Non possono spostarsi ogni anno, c'è bisogno di un numero di posti costanti ogni anno. Dobbiamo ricordarci che paesi come la Corea del Sud spendono in ricerca e sviluppo due volte l'Italia". 

Clima e ruolo delle donne

Sul cambiamento climatico il premio Nobel ha affermato che "ci vuole una coscienza collettiva che passi anche e soprattutto dalle scuole. Come Accademia dei Lincei (di cui è vice presidente) abbiamo organizzato corsi per insegnanti ma credo che anche le Nazioni Unite debbano prendere misure efficaci". Infine Parisi ha toccato il tema del ruolo della donna all'interno della comunità scientifica. "E' un problema serio, soprattutto di disparità. C’è bisogno di misure che mettano al centro le pari opportunità e che abbattano il muro tra agiati e disagiati. Succede ancora che, in caso una coppia abbia due posti di lavoro in due luoghi diversi, si tenda a scegliere la città del marito". 

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