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Violenza sulle donne, il report della Polizia: più reati durante il lockdown

Ma in media nel 2020 il fenomeno è leggermente diminuito. Oggi ricorre la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, la Polizia di Stato desidera essere presente con la sua campagna di prevenzione “Questo non è amore”

 

Un aumento di violenze domestiche e una diminuzione di atti persecutori durante il lockdown di primavera, ma unandamento in diminuzione calcolando tutto il 2020. Questo, in estrema sintesi, si evince dal report della Polizia di Stato sulla violenza di genere nella “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita il 17 dicembre 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. In questa importante circostanza la Polizia di Stato desidera essere presente con la sua campagna di prevenzione “Questo non è amore”, diventata progettualità permanente dal novembre 2017.

Anche e soprattutto in questo periodo, caratterizzato da necessarie restrizioni nella mobilità e nelle relazioni sociali per via dell’emergenza sanitaria legata al virus “Covid 19”, la Questura di Trieste conferma il suo impegno a costituire un punto di ascolto, informativo e di riferimento in particolare per le donne, vittime di un fenomeno odioso e purtroppo diffuso anche nella nostra comunità.

Il report del 2020

Nei primi 9 mesi del 2020 (gennaio - settembre) nella nostra provincia, i reati “spia” della violenza di genere hanno fatto registrare, rispetto all’analogo periodo del 2019, questo andamento:

• le denunce per atti persecutori sono diminuite da 66 a 58;

• i maltrattamenti in famiglia sono passati da 85 a 75;

• le denunce per violenza sessuale sono state 22, rispetto alle 29 del 2019.

Durante il primo c.d. “lockdown” (marzo-maggio 2020) si era registrato un aumento dei maltrattamenti da 25 a 35, una stabilità delle denunce per violenza sessuale (da 10 a 11), una lieve diminuzione degli atti persecutori (da 26 a 22).

L'applicazione Youpol

Proprio in quel periodo la Polizia di Stato ha aggiornato l’app Youpol aprendola anche alla possibilità di segnalare i reati di violenza domestica con le stesse modalità e caratteristiche delle altre tipologie di segnalazione, come bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole: con Youpol si possono infatti trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato, con segnalazioni geo-referenziate che vengono ricevute direttamente in Sala Operativa.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare anche in forma anonima. Importante sottolineare che anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa -  può ovviamente denunciare il fatto all’Autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

Strumento molto efficace si rivela poi l’Ammonimento del Questore, misura di prevenzione che nasce con lo scopo di garantire alla vittima una tutela rapida ed anticipata rispetto alla definizione del procedimento penale e consiste nell’avvertimento, rivolto allo stalker o al maltrattante, di astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza domestica: nel 2020 a Trieste sono stati emanati 10 provvedimenti, di cui 2 per atti persecutori e 8 per violenza domestica.

A Trieste, nell’ambito della campagna “Questo non è amore” sono stati realizzati dei volantini tradotti in 6 lingue (sloveno, serbo, croato, rumeno, portoghese, inglese) diffuse tra le etnie più presenti sul territorio, proprio per poter raggiungere in modo efficace il maggior numero di donne.

Una rete di sostegno

La violenza infatti è un fenomeno di una complessità tale che necessita di una rete di partner ognuno in grado di offrire il proprio contributo, nell’ambito delle strette competenze, per dare un’alternativaconcreta alle donne in difficoltà. Nel retro del materiale divulgativo sono per questo motivoriportati i recapiti della “rete” territoriale che è possibile attivare e che vede, oltre alla Questura:

• i servizi sociali del Comune;

• il Goap (Centro antiviolenza);

• l’Associazione Interpares (per gli uomini maltrattanti);

• il numero verde nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri 1522. 

Inoltre, è stata messa a punto anche quest’anno dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato la brochure che reca i dati del fenomeno a livello nazionale, per rinnovare l’impegno a divulgare e informare, in maniera semplice e lineare, con l’auspicio che la lettura e l’epilogo di ogni singola storia riportata possa rappresentare per le vittime di violenza di genere lo stimolo a chiedere aiuto e denunciare.

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