Cronaca Località Basovizza

Giorno del Ricordo alla Foiba, tra applausi, commozione e qualche "fischio" (FOTO)

Dipiazza: «Qui l'uomo ha raggiunto il punto più basso della sua natura»

Coincide con il 70esimo Anniversario del Trattato di pace di Parigi la cerimonia per il "Giornata del Ricordo" promossa dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle Foibe al monumento nazionale della Foiba di Basovizza, ricorrenza istituita dal Parlamento italiano in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano dalmata e delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra. 

Autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d'arma con i labari, delle diverse realtà del mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati, studenti delle scuole di Trieste, Caltanisetta, Acireale (CT), Lecce (in collegamento diretto via internet) parenti e famigliari delle vittime, la cerimonia ha visto presenti centinaia di alpini e schierato un picchetto del Piemonte Cavalleria con la musica d'ordinanza della Brigata Alpina Julia. Molti poi gli esponenti della politica, tra cui quelli di rilievo nazionale come Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fdi), Mariastella Gelmini (Forza Italia) e per il Partito democratico Ettore Rosato e Francesco Russo. Il tutto mentre sul piano regionale la polemica prosegue: gli esponenti forzisti del Fvg chiedono alla Regione di togliere i finanziamenti a realtà culturali che secondo loro sarebbero «negazionisti o riduzionisti» delle foibe.

Dopo l’ingresso dei gonfaloni, l’alzabandiera, la deposizione di corone d'alloro (unico momento critico quello in cui qualcuno tra il pubblico ha urlato contro la presidente Serracchiani «vergognati, vattene, negazionista») e la consegna delle medaglie ai famigliari degli infoibati, una Santa Messa è stata celebrata dall'arcivescovo Giampaolo Crepaldi che ha sottolineato come «a fronte di un presente sempre più segnato da fragilità e disorientamenti strutturali, il Giorno del Ricordo ci sollecita a impegnarci tutti a coltivare il bene, a fare il bene e a farlo bene, nel rispetto della dignità di ogni persona, nella promozione della giustizia sociale, nella pace. Sono decisamente troppi e troppo spavaldi i cultori del male. Da essi dobbiamo difenderci, da essi dobbiamo tenere lontani le nostre anime, i nostri cuori, i giovani e la nostra convivenza civile e la nostra patria». È seguita la lettura della preghiera per gli infoibati e di due poesie, quindi gli interventi del sindaco Roberto Dipiazza, del presidente del Comitato per i Martiri delle Foibe Paolo Sardos Albertini e del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, in rappresentanza del Governo.

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