Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Giorno del Ricordo, Serracchiani: «Concessa nuovamente la medaglia ai parenti»

I parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria potranno nuovamente presentare la domanda per ottenere il riconoscimento del "Giorno del Ricordo". La governatrice del Fvg Debora Serrachiani a Basovizza il prossimo 10 febbraio: «Per commemorare le vittime e stare vicino ai familiari e agli esuli in un luogo tragicamente simbolico»

«Potrà essere nuovamente concessa una medaglia commemorativa ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia tra l'8 settembre 1943 e il 10 febbraio 1947». Lo annuncia la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che spiega come la decisione sia stata assunta dalle Commissioni congiunte Bilancio e Affari Istituzionali della Camera dei Deputati, grazie ad un emendamento dell'on. Simona Malpezzi, al cosiddetto decreto "Milleproroghe".

Una decisione sollecitata e particolarmente attesa dalle associazioni degli esuli, che riapre, per ben 20 anni, la possibilità per i parenti delle vittime di fare domanda per ottenere il riconoscimento legato al "Giorno del Ricordo", la solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Ai sensi della legge istitutiva, infatti, nel Giorno del Ricordo per 10 anni, fino al 2014, vi era la possibilità di conferire, in seguito a domanda, una medaglia in acciaio brunito e smalto, con la scritta "La Repubblica italiana ricorda" e un diploma al coniuge superstite, ai figli, ai nipoti o ai congiunti sino al sesto grado degli infoibati e più in generale di tutti i cittadini italiani scomparsi o che persero la vita anche dopo il 10 febbraio 1947, ed entro il 1950, qualora la morte sia sopravvenuta in conseguenza di torture, deportazione e prigionia.

«Precludere la possibilità di chiedere questo riconoscimento ai tanti familiari che ancora ne hanno diritto - ha aggiunto Serracchiani - sarebbe stato un venir meno allo spirito della legge istitutiva del Giorno del Ricordo e alla coralità che ha portato alla sua approvazione. In questo caso il ricordo del dramma del confine orientale e delle sue vittime è davvero come un fiume carsico, che in molte famiglie torna a emergere proprio grazie alle commemorazioni del 10 febbraio. Va reso merito a tutti coloro i quali, tra cui Ettore Rosato, si sono adoperati per ottenere questo risultato, normativamente piccolo ma di grandissima rilevanza morale».

In virtù del provvedimento approvato dal Parlamento «i congiunti delle vittime potranno per altri 20 anni richiedere questo importante riconoscimento», precisa Serracchiani, annunciando che anche il prossimo 10 febbraio «sarò a Basovizza per commemorare e onorare le vittime delle foibe e stare vicino anche fisicamente ai familiari e agli esuli, in un luogo tragicamente simbolico».

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