Cronaca

Lavoro e giovani "sfiduciati", Panariti: «Recuperare chi rinuncia sia a formazione che a ricerca impiego»

L'assessore regionale al lavoro, Loredana Panariti, sul fenomeno dei cosiddetti giovani "neet", persone che hanno rinunciato alla formazione e alla ricerda di impiego

«Nel 2017 la Regione punta ad avviare un intervento finalizzato a proporre un'attività che costituisca un primo passo per avvicinare al mondo del lavoro i cosiddetti "neet", i giovani che rinunciano alla formazione e disertano il mercato del lavoro».

Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Loredana Panariti intervenendo a Trieste, al Conservatorio di musica "G. Tartini", alla giornata di studio in onore di Fabio Neri promossa dagli allievi del professore a un anno dalla sua scomparsa e dal dipartimento di  Scienze economiche, aziendali, matematiche e statistiche "B. De Finetti" dell'Ateneo triestino.

L'assessore regionale ha ricordato che la disoccupazione giovanile in Friuli Venezia Giulia è nettamente al di sotto della media nazionale (21,5% contro il 38,8%) e che ciò è dovuto anche a una formazione scolastica e professionale di qualità, a una dispersione vicina agli standard delle raccomandazioni europee e ad azioni come Garanzia Giovani, abbinata al programma Pipol.

«Ciononostante esiste ovunque in Italia una porzione di mondo giovanile che non frequenta percorsi formativi e non cerca impiego ed è una porzione che dobbiamo attivare, anche facendo ricorso a soluzioni innovative», ha rilevato Panariti. Proprio sui "neet" (acronimo di "not engaged in education, employment or training") Stefano Staffolani, dell'Università delle Marche, ha segnalato il rilievo di una serie di pubblicazioni di natura sociologica che evidenziano il rischio di deriva esistenziale per giovani divisi tra il "voler tutto e subito" foriero di approdi alla criminalità e al gioco d'azzardo e il "lasciarsi andare". Sullo sfondo, la cosiddetta "generazione perduta", scivolata ben al di sotto dei mille euro al mese e assottigliata dall'emigrazione intellettuale all'estero.

A proposito di labilità occupazionale in campo giovanile, l'assessore Panariti ha ribadito un giudizio negativo sull'uso improprio, anche in Friuli Venezia Giulia, dei voucher, «al quale occorrerebbe por fine. I voucher erano stati pensati per impieghi brevi per settori specifici come l'agricoltura e invece sono stati utilizzati massicciamente in settori come quello del commercio».

I lavori della sessione pomeridiana dedicata al tema "Ciclo economico, disoccupazione e politiche strutturali" e moderata da Maurizio Zenezini, hanno visto la partecipazione di Enrico Marelli, dell'Università di Brescia, di Saveria Capellari, coordinatrice delle iniziative in memoria di Neri, e di Sergio Destefanis, dell'Ateneo di Salerno, che ha evidenziato l'importanza cruciale del monitoraggio delle politiche del lavoro e in particolare delle riforme dell'impiego, così come avvenuto in Germania con il pacchetto Hartz.

Se Staffolani ha riconosciuto al Jobs Act il merito «di aver reso appetibile il contratto di lavoro a tempo indeterminato»contribuendo alla stabilità dell'occupazione con "incentivi che hanno avuto un riscontro più forte con i giovani», ora lo scenario è mutato dopo l'impennata delle assunzioni nel 2015, dovuta all'effetto massimo della decontribuzione. «Occorrerebbe - secondo Capellari - un piano di investimenti eccezionali e seguire l'esempio di Paesi come l'Irlanda, per capire come sono usciti da una situazione di difficoltà». Tra gli esempi internazionali portati all'attenzione della sessione anche quello dell'Islanda.

I lavori della giornata, apertisi con la presentazione del volume "Mercato del lavoro, disoccupazione e riforme strutturali  in Italia", si sono conclusi con la rievocazione della figura di Fabio Neri, che fu tra i soci fondatori dell'Associazione italiana economisti del lavoro (Aiel) e ricoperse anche l'incarico di assessore al Lavoro al Comune di Trieste.

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