Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Giro di False Fatture Scoperto dalla Gdf di Trieste: 2,5 Mln di Euro Evasi, 14 persone Indagate

Operazione “Gasolio pulito”- Maxi frode internazionale da oltre 2,5 milioni di euro nel settore dei carburanti scoperta dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane di Trieste. Accertato un consumo in frode di oltre 3 milioni di litri di...

Operazione "Gasolio pulito"- Maxi frode internazionale da oltre 2,5 milioni di euro nel settore dei carburanti scoperta dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Dogane di Trieste.
Accertato un consumo in frode di oltre 3 milioni di litri di gasolio.
Coinvolte società nazionali ed estere.
Indagate 14 persone, eseguito un arresto internazionale.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Trieste ed i funzionari del Servizio Antifrode dell'Agenzia delle Dogane del capoluogo giuliano hanno concluso nelle scorse settimane un'importante operazione in materia di traffico illecito di carburanti, sotto la direzione del Sost. Procuratore dott. Federico Frezza della Procura della Repubblica di Trieste.


Le investigazioni, protrattesi per quasi due anni, hanno portato alla luce un sofisticato sistema di frode, posto in essere da un sodalizio criminale transnazionale, che prevedeva anche l'utilizzo di 10 società estere - ubicate negli Stati Uniti (Delaware), Austria, Slovenia, Serbia.
Quest'ultime effettuavano fittizie operazioni infra-gruppo e successivamente numerose operazioni di false esportazioni al fine di godere della totale non imponibilità fiscale delle operazioni.
Altre società ubicate all'estero erano utilizzate come paravento per attribuire copertura formale alle esportazioni.
Gli investigatori delle Fiamme Gialle ed i funzionari dell'Agenzia delle Dogane hanno ricostruito 103 operazioni fittizie di esportazione all'estero di prodotto petrolifero, che partiva dall'Italia ed era formalmente destinato in Serbia attraverso la dogana slovena di Obrezje (Slovenia).
L'illecito modus operandi prevedeva l'utilizzo di documentazione tributaria non veritiera per attestare le fittizie esportazioni della merce dal territorio UE.
Per l'attuazione del disegno criminale i promotori della frode hanno fatto ricorso ad una raffinatissima contraffazione dei timbri ufficiali, il cui svelamento ha richiesto la puntuale conoscenza delle procedure doganali e delle competenze settoriali di distinti uffici doganali sloveni.
Le prolungate indagini hanno consentito di disarticolare l'associazione truffaldina - guidata da un cittadino di nazionalità serba residente in Austria che si è avvalso pure dell'opera di soggetti residenti in Slovenia, in qualità di collaboratori e autisti - mediante l'emissione di mandati di arresto europei ed internazionali emessi dall'Autorità Giudiziaria nei confronti di n. 3 soggetti, di cui uno, un trentenne di nazionalità slovena, sottoposto alla relativa misura cautelare e due tuttora latitanti.
Le investigazioni, nel corso delle quali sono state eseguite intercettazioni telefoniche, attività rogatoriali all'estero, perquisizioni nonché attività di pedinamento ed appostamento, anche in territorio estero, per monitorare i camion cisterna utilizzati per il trasporto del gasolio, hanno consentito di smascherare la sofisticata architettura societaria ed i flussi finanziari che hanno alimentato gli illeciti traffici transnazionali per un ammontare complessivo di oltre 3.200.000 litri ed una corrispondente evasione pari a più di 2.600.000,00 euro.
Numerose le ipotesi penali contestate a carico dei 14 soggetti indagati, dall'illecita sottrazione di prodotto all'accertamento delle imposte, al falso materiale ed ideologico, fino all'associazione per delinquere.
L'importante operazione della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane, sotto la direzione dall'Autorità Giudiziaria di Trieste, è stata finalizzata a contrastare l'illegale traffico di gasolio che - soprattutto negli ultimi anni - ha assunto particolare rilevanza, in quanto favorito da lauti guadagni che scaturiscono dall'elevata incidenza fiscale che colpisce i prodotti petroliferi e reca un danno economico alle casse erariali di rilevanti proporzioni.

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