Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

La Regione mette in campo due milioni di euro per la scuola

Già approvato dalla Giunta Fedriga, il protocollo d'intesa con il ministero dell'Istruzione vedrà la firma a breve. L'assessore regionale Alessia Rosolen: "Un accordo storico che segna il primo passo verso la regionalizzazione del sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia". Critiche le opposizioni

"Un accordo storico che segna il primo passo verso la regionalizzazione del sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia". L'assessore regionale all'Istruzione ha commentato così il protocollo d'intesa tra il ministero e la Regione Friuli Venezia Giulia approvato dalla Giunta Fedriga e che sarà a breve siglato tra le parti. 

Protocollo approvato, a breve la firma

Il documento diventa un tassello "per la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento organizzativo e didattico delle istituzioni scolastiche statali e paritarie appartenenti al sistema nazionale di istruzione" presenti in regione. "Questa firma - ha continuato la Rosolen - attesta che c'è una convergenza nel dare risposte alle emergenze del personale in forza alla scuola e segna un'assunzione di responsabilità della Regione che, in questo modo, recupera il tempo perso nella mancata attuazione del titolo V della Costituzione sul tema dell'autonomia scolastica". "Per l'accordo - ha riferito l'assessore - la Regione mette in campo più di 2 milioni di euro ma, soprattutto, disponibilità a sostenere la scuola nei settori in cui è più carente".

Le previsioni di investimenti

In dettaglio, l'intesa prevede finanziamenti per consentire assunzione di personale amministrativo ds (dirigente scolastico) e dsga (direttore servizi generali e amministrativi), mettendo a disposizione 800mila euro nel biennio 2019-20. In secondo luogo, la Regione trasferisce, mediante la formula del distacco, proprio personale, pari a 10 unità, all'Ufficio scolastico regionale (che è in realtà un ufficio periferico del Miur) con misura immediata e urgente. Terzo punto: si prevede l'assunzione di personale Ata e insegnanti di sostegno a tempo indeterminato con un impegno di spesa della Regione pari a 1,2 milioni. Quarto aspetto: la Regione mette a disposizione delle istituzioni scolastiche un supporto tecnico, amministrativo e contabile attraverso il centro
Informest, utilizzando risorse del Pon (programma operativo nazionale) per la cooperazione economica internazionale.

La critica del Partito Democratico

"Non basterà ripetere il mantra della sigla del protocollo con il Miur per ottenere la competenza primaria sull'istruzione. Quello che l'assessore Rosolen continua a vendere come “storico accordo” non porta nessuna risorsa, né finanziaria né di personale in più dal ministero per il sistema scolastico della regione. La strada da seguire passa dalla commissione Paritetica e su questo la giunta è in ritardo". Commenta così la consigliera regionale del Partito Democratico, Chiara Da Giau.

"Quello di oggi è il terzo annuncio che sentiamo dall'assessora Rosolen. Prima in sede di approvazione delle modifiche alla legge 37 e prima ancora nella legge di Stabilità, quando aveva già dato per raggiunto questo accordo che al Fvg non porta proprio nulla. Semplicemente consente di portare a termine quanto avevamo già impostato noi nella precedente legislatura con la Stabilità 2018 per sostenere le scuole in sofferenza per mancanza del dirigente scolastico o del Direttore dei servizi generali e amministrativi nelle scuole (Dsga). Purtroppo la Regione lo deve fare ancora una volta con risorse proprie".

"Un percorso che necessita di essere iniziato"

Secondo Da Giau, «si tratta di un passo a margine più che di un passo avanti sull’acquisizione della competenza primaria in tema di istruzione. Questo percorso non è ancora stato iniziato per il ritardo maturato dalla Giunta nell’affidamento delle linee di indirizzo alla commissione Paritetica, che è il luogo in cui potrà essere esaminata la proposta di norma di attuazione dello Statuto che consentirà l’eventuale trasferimento di funzioni. Il percorso per la cosiddetta regionalizzazione della scuola è quindi già definito nelle modalità. Ha necessità di essere iniziato».

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