Cronaca

Giuseppe Faggiotto a Triesteprima: «Vi racconto la nuova vita del Caffè degli Specchi» (FOTO)

Il titolare del Caffè degli Specchi a 360 gradi tra crociere, turismo, Eataly, Cosolini e pedonalizzazioni: «Trieste si presta ad essere pedonabile, ben vengano dunque le pedonizzazioni nel centro cittadino»

Una rinascita in grande stile quella del “Caffè degli Specchi”, dal 2012 in gestione alla famiglia pordenonese Faggiotto (anche se il capofamiglia, Giuseppe, ci tiene a sottolineare come le sue origini siano venete, di San Donà), produttrice del cioccolato Peratoner.

«Ci tengo subito a precisare che io non sono un imprenditore – esordisce Giuseppe Peratoner – rimango infatti sempre un umile pasticcere, di conseguenza sono solamente un imprenditore in prestito. Noi infatti partiamo da una storia di cioccolatteria e pasticceria ed il Caffè degli Specchi è sempre stato un sogno, considerando la sua importanza storica per la città e il numero di coperti estremamente elevato: con i suoi 550 coperti circa, infatti, è uno dei più grandi in Italia. Ciò che siamo riusciti a fare in questi tre anni è eccezionale, in quanto siamo riusciti a dare la nostra impronta con risultati estremamente positivi. Attualmente il locale sta battendo tutta una serie di record, come quello di numero di tazzine di caffè vendute giornalmente, che ormai si attestano quotidianamente attorno ai 2000-2400, proiettando il Caffè degli Specchi tra i locali che vende più tazzine di caffè in Italia».

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«Un altro risultato importante – continua il titolare -  è stato far riappropriare il Caffè degli Specchi ai triestini. È vero, va detto, che la città sta vivendo una nuova era per quanto riguardo il turismo, ma va anche sottolineato come il turista arrivi nel locale perché c’è il triestino che lo frequenta già abitualmente. I punti forti, alla base di questa nuova vita del Caffè, derivano dalla professionalità di tutta l’equipe (ben 30 persone) che lavorano all’interno del locale e dalle scelte di arredamento del Caffè, che viene cambiato di volta in volta a seconda delle esigenze e del tipo di evento organizzato o dalle richieste del clienti: nulla insomma è lasciato al caso, ma tutto è ben ragionato per far passare dei piacevoli momenti ai clienti. Il Caffè degli Specchi non deve essere a mio modo di vedere un locale esclusivo, ma un bar come gli altri: ad esempio erano assurde le differenze di prezzo rilevanti rispetto ai bar attigui, per cui abbiamo fatto la scelta di far pagare per i diversi servizi prezzi uguali o simili agli altri bar: insomma più siamo, più i clienti arrivano, meglio il locale si presenterà. Non è il gestore che fa ma è il cliente che fa il gestore: se il titolare di un’impresa è intelligente capta l’esigenza del suo cliente, capisce al volo i suoi gusti e le sue esigenze».

«Vorrei inoltre sottolineare come la cortesia dei nostri dipendenti sia ben apprezzata dai clienti e con un servizio all’altezza del locale dove lavoriamo, vorrei sottolineare come i lavoratori siano composti da personale multi-razziale («si parlano ben 15 lingue qua dentro» sottolinea il titolare ndr.) in quanto nel nostro locale non esiste la parola razzismo, non guardiamo la nazionalità, ma la capacità di integrarsi nel gruppo e la volontà di lavorare in modo serio».

«In questi giorni siamo in fase di lancio dei pranzi del mezzogiorno, un’attività in cui ci stiamo credendo in particolar modo e che già sta dando i suoi primi risultati. Il nostro motto in questo contesto è Spendi più di un bar ma meno di un ristorante con un servizio 23mag2015.CaffèdegliSpecchi(FotoLucaMarsi)05impeccabile ed in un ambiente fantastico come il Caffè degli Specchi, un pranzo molto easy, un servizio all’altezza, deve essere libertà di muoversi e sedersi come si vuole e libertà anche di godersi dal Caffè degli Specchi la meravigliosa piazza Unità. I pranzi che offriamo noi, abbracciano una vasta gamma di gusti, dal sandwich fino ai piatti più ricercati come quelli di pesce, un’estrema varietà di offerta internazionale per accontentare tutti i tipi di clienti, anche quelli più esigenti. Ciò che dà più soddisfazione è fare giornalmente innumerevoli coperti come se fossimo un ristorante e vedere la gente soddisfatta a fine pasto. Siamo partiti da poco ed in media siamo già ad oltre un centinaio di pranzi al giorno, un gran bel risultato che premia serietà e l’impegno».

«Ciò che viene inoltre apprezzato è il nostro cartellone di eventi ed intrattenimento di qualità che offriamo ai nostri clienti, nonché la quantità di lauree, matrimoni ed altre feste di celebrazione al Caffè degli Specchi, altro dato che ci riempie di enorme soddisfazione. Ne abbiamo anche diversi al giorno ed anche la gestione di tutti questi eventi in contemporanea non è semplice, ma riusciamo ugualmente ad organizzare al meglio ognuno, rendendo ogni banchetto al Caffè degli Specchi un’esperienza indimenticabile».

Il tema delle navi da crociera è uno dei punti più dibattuti in città in questi anni; su questo Faggiotto spiega che «per cercare di capire il gusti e le esigenze dei crocieristi – ci rileva il titolare – la scorsa settimana sono salito sulla nave per cercare di capirne di più anche quanto potesse avvantaggiare la città in termini economici. Al momento c’è una sola nave da crociera che attracca in città e va considerato che Trieste è solo uno scalo della crociera che parte da Venezia, città dove i turisti spendono ingenti capitali, ho visto io stesso 20 tir di merce comprata e caricata sulla nave. Trieste dunque diventa solamente transito ed il potenziale di turisti, che 23mag2015.CaffèdegliSpecchi(FotoLucaMarsi)03potenzialmente potrebbe venire a visitare Trieste è una cifra non superiore al migliaio contro gli oltre 2600 potenziali crocieristi. Rispetto a Venezia, l’impatto economico dunque è di gran lunga inferiore per la città. Ciò che ho visto però in altre città come Corfù e Spalato deve far riflettere: tre, quattro navi da crociera ferme, non solamente una come accade a Trieste. Il crocierista che scende a visitare le varie città poi, è già con la pancia piena e difficilmente spenderà nei diversi locali mangerecci in zona, per cui i vantaggi economici di bar e ristorazione è piuttosto limitata. Infine ho notato come il Caffè degli Specchi in termini di organizzazione non abbiamo nulla da inviare a quella di una nave»

«Il turismo – riflette Faggiotto – è cresciuto in questi anni grazie ad un grande sforzo compiuto dalle Istituzioni. Da considerare però che i pernottamenti nel 2012 sono stati in regione 4,5 milioni, contro gli oltre 30 del Trentino-Alto Adige ed i 29 del Veneto per cui ancora tanto lavoro c’è da fare per recuperare il gap accomunato negli anni passati».

«Eataly, che nel 2016 sbarcherà all’ex Magazzino Vini sulle Rive è motivo di ulteriore spinta a migliorare e mettersi in gioco. - spiega Faggiotto. Eataly sta diventando sempre di più un supermercato di qualità, tanto di cappello per quanto Farinetti è riuscito realizzare in questi anni. Insomma è una grande sfida e mi fa un gran piacere in quanto chi non sopporterà la concorrenza di Eataly sarà morto, chi riuscirà a superarla, avrà ottenuto un certificato di qualità per quel dato locale: ci sarà insomma un’ulteriore scrematura. L’avvento sulle Rive poi porterà ancora più turismo e dunque più movimento a vantaggio di tutti quei locali che hanno la sede nella zona. La cioccolata Peratoner però non verrà venduta in quella sede».

La pedonalizzazione di via Mazzini è uno degli argomenti all’ordine del giorno «tutta la questione – conclude Faggiotto – dipende fondamentante dalle attività che gravitano attorno alla zona pedonale. Se ci sono negozi di servizi o banche, la pedonalizzazione serva a poco. La zona pedonale in via Mazzini, dunque può andar bene se quelle attività che hanno i punti vendita nella via, hanno poi vantaggi diretti per la propria azienda, vedi ad esempio negozi di vestiti o ristorazione. In linea generale Trieste si presta ad essere pedonabile, ben vengano dunque le pedonizzazioni nel centro cittadino».

Battuta finale sul Sindaco Cosolini: «abbiamo praticamente iniziato assieme, lui è entrato in carica a metà 2011, noi abbiamo iniziato nel 2012: si è ben inserito nella realtà cittadina».

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