Cronaca

Grizon (Pdl): «Casa delle Culture sotto sfratto dal 2014, rischio contenzioso da Ater»

Intervento di Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti: «Tra gli obiettivi anche quello di "ospitare le comunità migranti, perché siamo tutti meticci e perché siamo tutti perennemente migranti da una condizione di vita all'altra, ostaggi di una ferocia che non risparmia nessuno"»

«La Provincia nel luglio 2014 ha annunciato lo sfratto per morosità della Casa delle culture dall’immobile di via Orlandini, adibito a centro sociale autogestito, ma la vicenda ad oltre un anno di distanza, non sembra affatto conclusa».

Claudio Grizon, capo gruppo del Pdl a Palazzo Galatti, vuol far luce su questa intricata vicenda che, in un’interrogazione urgente presentata alla presidente Maria Teresa Bassa Poropat, definisce «un sistema di “scatole cinesi”, tanto caro a certi ambienti della sinistra, in base al quale i comitati di “agitatori” e “occupatori” antifascisti e antirazzisti si sono avvalsi del Comune e poi dalla Provincia per ottenere indirettamente un subaffitto da 500 euro al mese per 300 mq»

«Stando a quanto ha asserito recentemente l’assessore al patrimonio Mariella De Francesco in commissione – spiega il consigliere - l’ATER starebbe per avviare un contenzioso nei confronti della Provincia, alla quale contesta mancati pagamenti di affitti, pur a seguito della restituzione formale dell’immobile dopo lo sfratto, in quanto gli stessi sarebbero stati nel frattempo rioccupati dai comitati di via Orlandini».

«Da quanto si è appreso – scrive Grizon nell’interrogazione -  si era giunti poi ad un accordo, con tanto di fidejussione, che ha portato i responsabili di via Orlandini ad impegnarsi a rifondere il debito pregresso: un anno e mezzo di affitti non pagati per 9.000 euro. L’accordo – con un debito residuo pare di 4.800 euro - è stato poi disatteso dai responsabili del centro sociale che sulla stampa hanno dichiarato candidamente “i soldi proprio non li abbiamo”».

Da qui il 7 ottobre 2014 la Provincia di Trieste ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti del Comitato di Gestione della Casa delle culture per le morosità, relative al canone di locazione, nonché contestuale risoluzione del contratto stesso.

«Non si possono definire che farneticanti e ideologiche le considerazioni con cui i comitati di via Orlandini dipingono i loro obiettivi – commenta Grizon –: asseriscono ad esempio che» “la Casa delle culture nasce dalla forza e dal desiderio di molti e molte che hanno deciso di mettere insieme, corpi, desideri e immaginario per mantenere all’interno della nostra città un luogo di condivisione, cultura e socialità”.

“Era uno spazio autogestito, sotto sfratto per insolvenza – si legge sul sito - come tanti in questa città siamo sotto assedio di una crisi in cui alla fine dovremmo essere noi tutti un salvadanaio senza fine”. claudio grizon-2

«Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere» – commenta ancora Grizon – nel leggere questi slogan e, tra gli obiettivi dei comitati di via Orlandini, ritroviamo anche quello di “ospitare le comunità migranti, perché siamo tutti meticci e perché siamo tutti perennemente migranti da una condizione di vita all’altra, da un contratto all’altro o da una disoccupazione all’altra, senza diritti, ostaggi di una ferocia che non risparmia nessuno”.

«La situazione creatasi è paradossale – evidenzia esterrefatto Grizon - in quanto la Provincia dopo essersi prestata, a nostro modo di vedere inopportunamente, quale partner della Casa delle culture si è trovata beffata dagli stessi comitati autogestiti fino al punto di esser chiamata in contenzioso dall’ATER per affitti non versati, apparentemente a causa dell’incapacità dello stesso istituto di mantenere chiuso l’immobile».

«In tutta questa allucinante situazione – aggiunge l’esponente del centro destra - i comitati di via Orlandini sembrano giustificare le loro violazioni ai contratti e alla legge con slogan infarciti di ideologia di sinistra estrema e con l’avversione e la provocazione nei confronti delle istituzioni che devono essere assolutamente condannate dalle stesse».

«Alla presidente Bassa Poropat – conclude l’esponente del Pdl – ho chiesto tra l’altro se sono confermati i fatti descritti nell’interrogazione, quali sono i loro intendimenti, le considerazioni in merito a questa situazione, se è confermata l’intenzione dell’ATER di aprire un contenzioso con la Provincia e a quanto ammonta il debito residuo dei referenti dei comitati della Casa delle culture».

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