Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Gros-Pietro (Cda Fiat) a Trieste: " abbiamo la Politica Fiscale piu' Stupida d'Europa"

Questa mattina al Teatro Verdi, nell’ambito delle Conferenze organizzate dalla rivista “L’Industria” si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Quali Politiche (industriali e infrastrutturali) per il Nord- Est?”Sergio Razeto di Confindustria Trieste...

Questa mattina al Teatro Verdi, nell'ambito delle Conferenze organizzate dalla rivista "L'Industria" si è tenuta una tavola rotonda sul tema "Quali Politiche (industriali e infrastrutturali) per il Nord- Est?"
Sergio Razeto di Confindustria Trieste, ha delineato un quadro preoccupante: «a Trieste solamente l'11% del Pil è legato all'industria, e questo risultato lo si può ricondurre a due colossi, Wartsila e Fincantieri». «Ma immaginiamo cosa potrebbe accadere, se, malauguratamente, queste Imprese, dovessero chiudere: una catastrofe». «Qui apriamo sempre dei tavoli di discussione, ricordiamo quello della ferriera, quello riguardante le caratterizzazioni delle aree inquinate, ma poi?». «Confindustria, come sta dimostrando con Emma Marcegaglia, vuole e deve intervenire, con o senza politica».
Frizzante l'intervento di Paolo Costa, dell'Autorità Portuale di Venezia: «si fa presto a riempirsi la bocca di parole in questo periodo, quante volte sentiamo che bisogna investire, che c'è mancanza di infrastrutture?». «Le infrastrutture devono favorire la crescita strategica, inutile investire nella tratta Torino- Venezia e non in quella Venezia- Trieste». «Qui nel Nord- Est, l'Italia sta giocando una partita importantissima in chiave europea». «Nei 5 Porti, nella zona tra Ravenna e Fiume, c'è necessità di investimento, è vero, ma bisogna fare delle analisi sensate, andare a vedere i flussi e il loro variare nel tempo, le infrastrutture hanno bisogno di tempo per esser completate».
Gian Maria Gros-Pietro , consigliere d'Amministrazione di Fiat, ha iniziato il suo intervento criticando l'operato dell'Esecutivo: «abbiamo la politica fiscale più stupida d'Europa, attraverso l'Irap, noi in Italia tassiamo chi produce, chi fa crescita economica».

«Bisognerebbe tassare i consumi, stando attenti ovviamente, e soprattutto unire il nuovo modello di tassazione con un attento e puntuale controllo dell'evasione fiscale».
«Il mercato del Lavoro è in una situazione imbarazzante, i modelli di contratto precari e flessibili non permettono investimenti sui giovani, ma qui andrebbe prima ristrutturato il sistema scolastico: la scuola italiana deve formare cittadini qualificati». «Inutile pensare a politiche industriali, se mancano totalmente delle politiche strutturali».

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