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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Quando l'occasione fa l'uomo ladro

Tra Silos e piazza Libertà spunta l'ombra del traffico di esseri umani

La denuncia di "quattro cinque episodi violenti" avvenuti da "giugno in poi" e portati avanti da "un gruppetto di persone" era stata resa pubblica nella mattinata di ieri da Gian Andrea Franchi di Linea d'Ombra, in occasione della presentazione del report sugli arrivi dalla rotta balcanica. Squadra mobile della questura di Trieste al lavoro

TRIESTE - Dal mese di giugno nella zona di piazza Libertà si sono verificate "quattro cinque azioni violente" portate avanti da "un gruppetto di persone" nei confronti di altri migranti e su cui la Squadra mobile della questura giuliana sta indagando. Tra le associazioni che nella piazza antistante la stazione ferroviaria offrono aiuto a chi arriva dalla rotta balcanica aleggia il sospetto che vi siano alcuni trafficanti. La denucia è arrivata da Gian Andrea Franchi di Linea d'Ombra, durante la presentazione del report sugli arrivi avvenuta ieri 24 agosto, nella sede dell'Ics. E' stato lui, assieme a Francesco Cibati, a far emergere gli episodi, menzionando anche le aggressioni subite da alcuni volontari nelle scorse settimane. 

Arrivi dalla rotta balcanica fuori controllo, mai così tanti migranti costretti a dormire in strada

Come i trafficanti sfruttano il limbo triestino

Una situazione che riguarda, come puntualizzato dagli intevenuti alla conferenza stampa, una percentuale bassissima di chi staziona tra la piazza e l'ex Silos e non la maggior parte dei migranti. Tuttavia, a detta di Franchi e degli altri, i gravi episodi sono reali e nasconderebbero interessi da collegare al traffico di esseri umani. La condizione dei quasi 500 migranti costretti a dormire all'addiaccio rappresenterebbe, infatti, un'occasione per i trafficanti. Molti dei migranti attendono da tempo di conoscere il loro destino. Dopo la presentazione della richiesta di asilo, sono oltre 70 le persone che da tre mesi vivono tra la struttura di proprietà di Coop Alleanza e ricoveri di fortuna sparsi sul territorio. Secondo quanto emerso, i trafficanti "offrirebbero" (a fronte di pagamenti in denaro) la possibilità di andarsene in altri paesi a quelle persone che, per questioni burocratiche e di assenza di trasferimenti, rimangono "bloccate" a Trieste in una sorta di limbo. Ma non è tutto. 

Attività in corso, trafficanti nel mirino

Le denunce presentate "alla questura" più volte, come affermato da Linea d'Ombra, non sono cadute nel vuoto. Secondo quanto si apprende, c'è un'attività in corso che riguarderebbe proprio la presenza di questi trafficanti. "Riponiamo massima attenzione sul tema" ha riferito il questore Pietro Ostuni, senza però entrare nel dettaglio. Ciò di cui si ha la certezza è che la situazione tra il Silos e piazza Libertà sia diventata ormai insostenibile, sotto diversi punti di vista. Nel dibattito sulla questione migratoria è intervenuto questa mattina anche il Sindacato autonomo di polizia. "Abbiamo più volte chiesto che Casa Malala venga messa a disposizione per le operazioni di identificazione sul territorio - dichiara il segretario Lorenzo Tamaro -, ma non si è mai voluto prendere in considerazione questa ipotesi". Sull'eventuale sgombero dell'ex Silos il procuratore capo Antonio De Nicolo ha riferito "esserci un'indagine in corso, valuteremo all'esito dell'attività", ma non c'è alcun elemento, allo stato delle cose, che lasci presupporre un blitz immediato. Il problema, infatti, non sta tanto nel lavoro degli inquirenti (a cui non spetterebbe lo sgombero, è chiaro), bensì sull'assenza di una sistemazione alternativa per centinaia di persone. Se non viene sgomberata la struttura il principale motivo è questo. 

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