Cronaca

Multati il primo maggio, gli anarchici: "Omaggio ai fuochisti uccisi nel 1902, nessun sit-in"

Questa mattina il gruppo Germinal ha inviato una nota alla stampa con l'intenzione di puntualizzare quello che viene definito "grave e immotivato episodio"

foto tratta da germinalts.noblogs.org

"In una giornata che ha visto vari atti di repressione poliziesca in giro per la città, tra cui quelli a San Giacomo, segnaliamo il grave e immotivato episodio avvenuto la mattina del 1 maggio in piazza della Borsa. Polizia e Digos hanno fermato, trattenuto per oltre un’ora e infine multato cinque compagni e compagne del nostro gruppo. Sono accusati di aver promosso un sit-in in violazione dei decreti anti-coronavirus". A parlare è il gruppo anarchico Germinal di Trieste che, attraverso una nota inviata alla stampa, ha voluto precisare quanto avvenuto a due passi da piazza Unità (ma non solo) due giorni fa. 

Nessun assembramento

Secondo il Germinal, "durante una passeggiata due compagni (tenendo le distanze di sicurezza e con tutti i dispositivi sanitari richiesti) volevano brevemente omaggiare i lavoratori uccisi durante il primo sciopero generale di Trieste del 1902 con l'apposizione di un cartello, l'intenzione di fotografarlo e andarsene senza coinvolgere altre persone.  Altre/i  si sono fermate/i momentaneamente per apporre dei fio ri e, a distanza di alcuni metri, fotogr afare a loro volta". Non ci sarebbe stato quindi "nessun assembramento, nessun volantinaggio, nessuna intenzione di permanere a fare un sit-in". 

La presenza in molte zone della città

La poizia è quindi intervenuta poco dopo, creando, secondo gli anarchici "l'assembramento". Gli agenti avrebbero reso "statica e prolungata la situazione, fermandoli/le in piazza con diverse automobili e una decina di agenti". Il Germinal ha inoltre voluto precisare la sua presenza "in giro per la città" in virtù di una serie "di attività sparse". Altri compagni e compagne hanno diffuso il nuovo numero di “Germinal” (come precisato anche dal professore Claudio Venza in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook), apposto cartelli e striscioni, passeggiato con addosso scritte di denuncia contro le spese militari e affinché la crisi economica in corso venga pagata dai ricchi e non dai ceti popolari". 

"Non ci silenzierete" 

Il gruppo anarchico conclude ribadendo "che tutte le iniziative sono state effettuate in sicurezza per noi e per il resto delle persone che transitavano in quanto riteniamo la salute e il benessere di tutte e tutti un bene essenziale a differenza delle istituzioni". Infine dichiarano "di non essere disposte/i a farci silenziare: continueremo a lottare per difendere la libertà di espressione che ognuna/o ha e deve continuare ad avere oggi ed in futuro e per migliorare le condizioni di vita e di lavoro per tutte e tutti, denunciando le iniquità di questo sistema". 

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