Contrabbando di alcolici dalla Romania, sequestrati 3830 litri di birra

La Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia ha denunciato cinque persone di origine rumena e un cittadino bulgaro per contrabbando ed irregolarità nella circolazione di prodotti alcolici. La giustificazione delle "feste tra amici" per aggirare il pagamento delle accise e le bolle di accompagnamento

Denunciate cinque persone di nazionalità rumena e uno di nazionalità bulgara dalla Guardia di Finanza di Gorizia per contrabbando ed irregolarità nella circolazione di prodotti alcolici. L'operazione volta al contrasto dei traffici illeciti attraverso il costante monitoraggio dei mezzi che entrano nel territorio dello Stato, ha portato ulteriormente al fermo di quattro veicoli sospetti a bordo dei quali sono stati trovati 3830 litri di birra importata illegalmente dall'est Europa. 

I denunciati

Le sei persone che viaggiavano a bordo di furgoni immatricolati in Romania e Bulgaria sono state fermate a Gorizia presso il valico confinario di Sant'Andrea e a Monfalcone presso il casello autostradale del Lisert. Quattro le operazioni che hanno portato alla denuncia dei cittadini europei residenti tra le le province di Milano, Roma e Grosseto, e denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia. La merce rinvenuta a bordo dei furgoni è stata sottoposta a sequestro. 

La birra

La birra, acquistata e prodotta nei Paesi d’origine dei denunciati, non era accompagnata da alcun documento di trasporto in grado di provare l’avvenuto pagamento dell’accisa ed era nascosta sotto i bagagli dei passeggeri e degli autisti, i quali si sono giustificati dichiarando ai finanzieri goriziani che doveva essere distribuita durante alcune feste con amici e parenti già organizzate presso i luoghi di domicilio in Italia.

Il video dell'operazione

Le perquisizioni

"In realtà - come si legge dalla nota della Guardia di Finanza - le perquisizioni dei conducenti e dei camioncini, eseguite subito dopo i fermi, hanno consentito di rinvenire alcuni appunti manoscritti da cui si è desunto che la birra sarebbe stata consegnata, nelle città di residenza dei contrabbandieri, ad alcuni negozi di vendita al dettaglio di generi alimentari, i quali l’avrebbero poi commercializzata senza provvedere al pagamento dell’accisa dovuta ed aggirando le norme prescritte per l’acquisto, la circolazione e la successiva vendita dei prodotti alcolici". 

La confisca e la pena

L’Autorità Giudiziaria di Gorizia ha convalidato i sequestri d’iniziativa ed i sei soggetti rischiano ora, oltre alla confisca del prodotto, la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da due a dieci volte l'imposta evasa. L’attività di servizio svolta dalla Guardia di Finanza del capoluogo goriziano è volta alla tutela dei consumatori e degli operatori economici che concorrono lealmente importando e mettendo in vendita, attraverso canali regolari e ricorrendo a trasporti conformi e autorizzati, bevande alcoliche per le quali si è regolarmente provveduto al pagamento delle imposte dovute.

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