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Guccini usa la parola "s'ciavi" in un'intervista

"Ho fatto il militare a Trieste, gli s'ciavi scrivevano il nome di Tito sulla caserma", uno degli aneddoti raccontati dal cantautore in un'intervista di Aldo Cazzullo al Corriere della Sera

Un aneddoto triestino nell'intervista a Francesco Guccini di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera. Alla domanda "Dove ha fatto il militare", il cantautore modenese ha risposto "Sono stato sottotenente a Trieste: 90 mila lire al mese, che mandavo per metà a casa, più 5 mila di indennità di frontiera. L’atmosfera era pesante. La notte gli s'ciavi, gli sloveni, scrivevano il nome di Tito sui muri della caserma". Anche se contestualizzato in un momento e in un periodo storico, il termine "s'ciavi" ha fatto discutere per la sua connotazione dispregiativa e la notizia è stata ripresa anche dal Primorski Dnevnik.

L'intervista, che ripercorre la carriera artistica e la vita privata di Francesco Guccini, ha avuto una grande risonanza sui social. In questo frangente l'artista ha dichiarato di non aver mai votato per il Pci ma per il partito socialista. Oggi vota per il Pd e dichiara che Giuseppe Conte "Non gli dispiace".

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