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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Attacchi hacker

Gli hacker entrano nella linea telefonica tentano di rubare 400 euro: è boom di reati informatici

Indaga la Polizia postale. In Italia l'aumento è del 30%, al raddoppio rispetto al 2019. La vittima del furto: "dalla mia linea sono partite 125 chiamate verso numerazioni mobili di alcuni paesi africani come Tanzania, Senegal, Madagascar"

Un attacco hacker a una linea telefonica fissa: il telefono di casa chiama per oltre un centinaio di volte in Africa, per un costo di oltre 400 euro. Lo segnala a Trieste Prima un privato cittadino, che ha già sporto denuncia alla Polizia Postale, la quale segnala un sostanzioso aumento di reati simili in questo periodo.

“Il 27 dicembre sono stato chiamato dalla compagnia telefonica – racconta la persona derubata –mi hanno informato che dalla mia linea sono partite 125 chiamate verso numerazioni mobili di alcuni paesi africani come Tanzania, Senegal, Madagascar. Purtroppo questo è accaduto quando non mi trovavo a casa, ero in vacanza da una settimana. Poi la compagnia ha bloccato le chiamate in uscita verso questi prefissi e mi ha inviato un report dettagliato con le chiamate segnalate. Al momento non si sa se quei 400 euro saranno prelevati dal conto, con la denuncia la fatturazione dovrebbe essere bloccata”. Resterebbe, in ogni caso, una vera e propria effrazione. Il contratto telefonico di questo utente prevede linea fissa più dati in fibra, probabilmente gli hacker sono entrati attraverso il router riuscendo così a “manovrare” il suo apparecchio telefonico. 

Sul caso indaga la Polposta, che conferma l’aumento di casi simili nella nostra provincia e non solo, e raccomanda una stretta attività di prevenzione, mettendo in sicurezza il router con frequenti cambi di password e magari bloccare, quando non necessarie, le chiamate in entrata e in uscita da prefissi internazionali. La prevenzione, ricorda la Polizia postale, è essenziale per evitare reati come questo che, proprio perché aterritoriali, richiedono lunghe e complesse indagini con la collaborazione di paesi esteri.

Il trend di crescita dei reati informatici a Trieste e provincia è in linea con la tendenza di tutto il paese, come dichiarato dal report nazionale (che coinvolge anche Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo di Polizia penitenziaria): in Italia, nel 2021, i reati sono aumentati del 30,5%, praticamente raddoppiati rispetto al 2019. Sicuramente un risvolto della pandemia che ha compromesso la vita sociale di tutti, con la conseguente dilatazione del tempo che ognuno di noi trascorre sul web, dove inevitabilmente lasciamo sempre più tracce, diventando sempre più vulnerabili.

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