I commercianti di Trieste pronti alla 'rinascita', ma la partenza è lenta (FOTO)

Dopo l'alleggerimento delle norme contro il contagio le strade sono più frequentate ma l''assalto' ai ristoranti con servizio di take away non c'è stato. Tuttavia il provvedimento ha incoraggiato alcuni ristoranti ad aprire, nel rispetto delle norme. 'Resiste' chi cura i canali social

Foto: Aiello

Via libera al servizio di take away, ma i ristoranti e i bar non vengono propriamente “presi d'assalto”. Dopo l'allentamento delle restrizioni con l'ultima ordinanza di Fedriga, che ha eliminato il limite dei 500 metri da casa per l'attività fisica e ha aperto alla ristorazione per asporto, le strade di Trieste sono più frequentate, ma così non si può dire delle attività commerciali, anche dopo le ultime libertà concesse dalla Regione. 

Si rianima il molo Audace, le biciclette percorrono le vie del centro e i mercati mattutini sono discretamente frequentati, ma sono ancora pochi i bar e i ristoranti del centro cittadino che hanno attivato il servizio di take away. La maggior parte hanno iniziato oggi, martedì 28 aprile, perché hanno avuto bisogno di una giornata per predisporre il locale secondo le norme igieniche nel minor tempo possibile. Tavolini con gel igienizzante a sbarrare l'entrata, file di panche a demarcare la distanza  dai banconi, ognuno fa del suo meglio per affrontare la crisi in atto nel rispetto della salute di tutti.

Il traffico di clienti, com'è facile immaginare, non è nemmeno paragonabile al pre – pandemia: “Oggi abbiamo avuto una ventina di clienti - spiega una ragazza che lavora da Trapizzino – ma normalmente alle tre del pomeriggio avevamo già servito almeno duecento persone.  Speriamo di riuscire ad ingranare, anche attraverso Just Eat”. Il caffè per asporto, sembra, funziona abbastanza bene nelle zone più 'trafficate', ad esempio nel centralissimo bar Borsa o al Theresia Mittel Bistrò, dove non manca mai una piccola fila di persone distanziate. Qualcuno si ferma anche a bere il caffè e a fare due chiacchiere, ma nessuno staziona per troppo tempo per non creare assembramenti. Basta allontanarsi appena da piazza della Borsa e già diminuiscono i clienti desiderosi di riassaporare un'apparenza di normalità con un caffè in centro.

“Ho un quarto della clientela che avevo prima – spiega il titolare del bar Tazza D'Oro in via Roma – Per fortuna noi siamo anche rivenditoria tabacchi quindi non abbiamo mai chiuso anche se il servizio caffè è iniziato da oggi. Peccato non sia stato possibile farlo qualche settimana fa, la nostra regione non se la passa male e usando tutti i dpi non vedo proprio il rischio”.
“La gente non entra nemmeno nel bar – fa eco Claudio, il titolare del bar Hortis – il caffè si consegna fuori e metto a disposizione di tutti guanti e liquido igienizzante. E'possibile riprendere alcune abitudini di un tempo senza mettere a rischio le persone, anche se per il momento non ce ne sono state molte”.

Dopo l'ultima ordinanza alcuni locali che non avevano mai aperto dall'otto marzo si stanno riorganizzando per tentare la formula take away, come Angry Diamonds in via Torino, il cui titolare sta “studiando un nuovo format per adattare il nostro menu all'asporto rispettando tutte le norme di sicurezza”, e così l'adiacente Mal Del Lupo. Il titolare Maurizio non si perde d'animo: “Abbiamo una bella piazza ampia davanti, non ci sarà pericolo di assembramenti, marcheremo la distanza di sicurezza per la fila usando i tavoli”, tuttavia rimane l'amaro in bocca per alcuni dei suoi dipendenti in cassa integrazione, visto che “la vedranno appena a fine maggio o giugno”.

Mediamente soddisfatto Marco, il titolare della pizzeria Assaje di via Torino “Nel disastro sta andando bene, già lavoravamo con le consegne a domicilio e abbiamo iniziato il take away oggi. Vediamo se la situazione migliorerà ma rispetto a prima non c'è paragone”.

La tenacia e la voglia di ripartire, per il momento, è più evidente nei commercianti che nei cittadini: la nuova opzione take away è recente e, anche se non c'è stato da subito l'assalto alle vecchie abitudini, la richiesta potrebbe aumentare nei prossimi giorni. Tuttavia chi gestisce negozi di altro tipo descrive scenari ben peggiori: “Abbiamo sì e no due clienti in una giornata – spiega Emilia, la titolare della profumeria 'Essenze' in piazza sant'Antonio  – ma molti colleghi hanno una situazione ben peggiore. Solo tra negozi e bar di piazza Sant'Antonio credo che almeno una ventina di persone abbiano già perso il lavoro, basta guardarsi intorno per capirlo”.

Una strategia possibile ce la illustra Emanuele Bonutti, titolare della profumeria Belle et Beau in via XXX Ottobre: "Da quando è partito il lockdown abbiamo iniziato a creare dei videotutorial di trucco e bellezza sul nostro canale instagram per non perdere il contatto con le nostre clienti, che continuano a ordinare a domicilio o via posta. Come è stato per noi, anche i miei colleghi che hanno investito sui canali social si stanno tenendo 'a galla'. I problemi più grandi purtroppo toccheranno ad altre categorie come parrucchieri, estetisti e negozi di abbigliamento". 

Tra i commercianti interpellati, la più soddisfatta sembra la dipendente della libreria Ubik di galleria Tergesteo, attività che già lavora in orario ridotto dalla prima “apertura” del governo Conte di due settimane fa. “Molti dei nostri clienti lavoravano negli uffici e venivano da noi in pausa pranzo – spiega la libraia - e purtroppo adesso in molti non lavorano o lo fanno da casa. A parte questo sta andando bene sia il servizio a domicilio che quello in negozio”. L'impressione che le librerie vendano più dei bar è uno dei paradossi di questi tempi, forse anche per le continue pubblicazioni sulle pandemie di oggi e di ieri, che ormai guadagnano gli scaffali più in vista per il bisogno che cresce in tutti noi di capire meglio ciò che neanche gli scienziati riescono a comprendere.

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