Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Cancro, perché resiste alle terapie? La nuova scoperta dell'Icgeb

La scomparsa di un recettore cellulare spiega la sopravvivenza dei tumori alla terapia e come sfuggono al sistema immunitario. Lo studio condotto da Federica Benvenuti, del gruppo di Immunologia cellulare dell'Icgeb di Trieste è uscito sulla prestigiosa rivista Nature Communications

Una straordinardinaria scoperta da parte dell'Icgeb, in collaborazione con altri laboratori all'estero: la graduale scomparsa di un recettore cellulare spiega la sopravvivenza dei tumori alla terapia e come sfuggono al sistema immunitario. Lo studio condotto da Federica Benvenuti, del gruppo di Immunologia cellulare dell'Icgeb di Trieste è uscito sulla prestigiosa rivista Nature Communications. Frutto della collaborazione con laboratori in Italia, Cina, Giappone, Singapore, Regno Unito e Stati Uniti, la scoperta fa luce su come sia perturbata la risposta immunitaria dell’organismo durante lo sviluppo di un tumore. I risultati forniscono indicazioni per migliorare la prognosi e la terapia antitumorale per i pazienti.

I pilastri di una terapia efficace del cancro sono diagnosi precoce, prognosi e forme appropriate di intervento terapeutico. Lo studio di Federica Benvenuti e colleghi apre un altro capitolo in questo campo. In fase iniziale il sistema immunitario è in grado di riconoscere le cellule tumorali ed eliminarle. In questo, le cellule dendritiche svolgono un ruolo fondamentale allertando e promuovendo l’azione delle cellule T contro il tumore. Questo, in ultima analisi, determina se un tumore risponde o meno alla terapia regredendo. Ma una caratteristica chiave dello sviluppo dei tumori è la perdita dell’organismo di questa capacità di controllare la crescita tumorale. Ma come riescono le cellule cancerogene a superare questo controllo?

Il recettore Tim

La ricerca guidata da Federica Benvenuti ha indentificato una molecola chiave in questo meccanismo, il recettore Tim4, essenziale affinché le cellule dendritiche siano in grado di presentare in modo ottimale antigeni tumorali alle cellule T. Allo stadio iniziale questo recettore è altamente espresso e facilita il riconoscimento delle cellule tumorali permettendo l’attivazione della risposta T che elimina le cellule malate. Tuttavia, nei tumori in fase avanzata questo recettore viene perso e il tumore sfugge quindi alla sorveglianza immunitaria.

Lo studio

Questo studio dimostra che il monitoraggio dei livelli della proteina Tim4 può offrire un mezzo molto potente di diagnosi precoce consentendo di scegliere per tempo le terapie da applicare. Inoltre, questo apre la strada allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici, che mirano a ripristinare la capacità del corpo di riconoscere e combattere il tumore in via di sviluppo.   

"L'individuazione di nuovi target per l'immunoterapia del cancro richiede una piena comprensione dei meccanismi utilizzati dalle cellule immunitarie innate per rilevare la presenza di cellule tumorali e decodificarne l'identità", commenta Federica Benvenuti. "In questo lavoro abbiamo identificato l'espressione di Tim4 sulle cellule dendritiche residenti polmonari come fondamentale per l'acquisizione dell'antigene tumorale e l'inizio di risposte cellulari T specifiche del tumore.” Conclude: “Durante la progressione tumorale però il recettore viene represso, bloccando cosi’ il processo di riconoscimento e distruzione delle cellule cancerose da parte del sistema immunitario. Questa scoperta pone le basi per sviluppare nuovi farmaci che ripristinino il meccanismo di risposta immunitaria anti-tumorale”.

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