Rotta balcanica e virus, polemica sui migranti. Riccardi: "Possibili contagi". Schiavone: "Nessun caso"

Alcune dichiarazioni del governatore Fedriga e del vice Riccardi non sono piaciute al direttore dell'Ics. Nel dibattito anche il Sindacato Autonomo di Polizia che chiede maggiori controlli

È botta e risposta tra la giunta regionale e l’Ics. Dopo le dichiarazioni del governatore Massimiliano Fedriga e del suo vice Riccardo Riccardi sui possibili contagi di CoViD-19 avvicinati alla Rotta balcanica e all’arrivo dei rifugiati, Gianfranco Schiavone accusa l’amministrazione regionale di “procurare allarme tra la popolazione”, colpevole inoltre di voler ottenere “un misero consenso politico”. Sullo sfondo il Sindacato Autonomo di Polizia interviene nella polemica ribandendo le richieste che da tempo porta avanti in merito a protocolli sanitari. 

Fumo negli occhi: "Coprono l'incapacità di gestione"

Secondo Schiavone, infatti, il sopracitato atteggiamento rappresenterebbe un “comportamento grave e irresponsabile”. Per il vertice di Ics la giunta “attacca” i migranti utilizzandoli come fumo negli occhi. “Mira a coprire l’incapacità dimostrata nella gestione dell’emergenza sanitaria come è avvenuto nel caso delle case di riposo e con il grottesco caso della nave traghetto che ha ridicolizzato la nostra regione in tutta Italia”. 

"Nessun caso di CoViD-19 tra i migranti"

La Rotta balcanica negli ultimi tre mesi ha ripreso vigore e gli arrivi a Trieste e provincia sono più di 1000, almeno secondo i numeri delle prese in carico da parte del 118. E proprio sul fronte sanitario l’Ics ha ribadito che, nonostante non si possa escludere la presenza di positività al virus tra i richiedenti asilo, gli stessi vengono sottoposti 24 ore su 24 “a vigilanza sanitaria e a un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni allo scopo di escludere la presenza di patologie connesse al CoViD-19”.  I possibili casi sospetti tra gli arrivi sono stati 18 e tutti sono stati sottoposti a tampone, poi risultato negativo. “Nessun caso di covid-19 è stato registrato a Trieste tra i richiedenti asilo” così Schiavone. 

La posizione del Sap

A "supporto" della posizione della giunta è arrivata la nota del Sindacato Autonomo di Polizia, politicamente vicino alla Lega. Il sindacato guidato da Lorenzo Tamaro chiede “un controllo sanitario qualificato da parte di personale medico nei confronti di quelle persone di cui nulla si conosce”. Per il Sap il problema starebbe nella mancanza di informazioni sotto il “profilo sanitario”. La richiesta di medici fa parte dell’agenda del sindacato da tempo. “Dobbiamo verificare che non vi siano particolari patologie, come ad esempio la tubercolosi, l’epatite o la meningite”. Il Sap infine chiede un “presidio sanitario efficace, capace di attivarsi automaticamente ogni qualvolta vi siano rintracci di migranti”.

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