Celebrazioni 12 giugno: qualche centinaio di cittadini in piazza Unità (FOTO)

Si è celebrato oggi il 75° Anniversario della fine dell'occupazione jugoslava di Trieste, festa cittadina di recente istituzione con apposita delibera dalla Giunta comunale

Si è celebrato oggi il 75° Anniversario della fine dei "40 giorni" dell'occupazione jugoslava di Trieste, con il solenne alzabandiera in piazza Unità nel rispetto delle norme anti Covid, alla presenza delle principali autorità cittadine tra cui il sindaco Roberto Dipiazza, il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga e del consiglio regionale Piero Mauro Zanin. Una festa cittadina di recente istituzione con apposita delibera dalla Giunta comunale e fortemente voluta dal vicesindaco Paolo Polidori, secondo cuil "la nostra città non è stata liberata il 25 aprile ma di fatto il 12 giugno".

"I 40 giorni saranno sempre ricordati come un periodo di terrore dove un esercito di occupazione diede vita a deportazioni e infoibamenti" ha dichiarato il vicesindaco, specificando che le violenze vennero subite da "persone che semplicemente avevano la divisa che ricordava lo Stato italiano, persone italiane, persone che in qualche modo erano state conniventi con il fascismo e addirittura comunisti italiani che non volevano lo stato jugoslavo. Dopo 75 anni diamo un riconoscimento a quella che è la vera data da cui Trieste iniziò a vivere da città libera".

Le autorità si sono recate anche al Famedio della Questura "per onorare le centinaia di poliziotti uccisi - ha dichiarato il sindaco Dipiazza - e le centinaia di finanzieri gettati nelle foibe. Vogliamo rendere omaggio anche a queste persone e solo dopo potremo chiudere e iniziare il processo di pacificazione, ma l'importante è raccontare anche la storia dei vinti, non solo quella dei vincitori". In piazza anche anche buona parte della Giunta Comunale, il questore Giuseppe Petronzi e il prefetto Valerio Valenti. 

Tra gli esponenti dell'opposizione in Consiglio Comunale era presente Marco Toncelli (Pd), assente invece Open Fvg. Giorni fa, infatti, la consigliera di Open Fvg Sabrina Morena aveva infatti definito la festa "divisiva e strumentale, che sfavorisce le relazioni tra i paesi del territorio cui afferisce Trieste, come la Slovenia e la Croazia"  oltre che "usata per degli equilibri interni della maggioranza e per "compensare" la restituzione del Narodni Dom alla comunità slovena". 

Presente invece il presidente dell'Unione degli istriani Massimiliano Lacota, che ha parlato del "bellissimo gesto che il premier ed il capo dello stato sloveni hanno compiuto sabato scorso a Kočevski rog: istituire la “Giornata di Riconciliazione Nazionale” da celebrarsi ogni anno in un posto diverso in Italia, a partire dal prossimo 16 maggio 2021". Un'iniziativa "per ricordare – senza bandiere o vessilli di sorta - tutti i morti, civili e militari, caduti in guerra e nel dopoguerra, indipendentemente da che parte combatterono, si schierarono e morirono. Erano tutti italiani, questo il concetto".

Dopo l'alzabandiera, un'altra tappa delle celebrazioni si è svolta nel Parco della Rimembranza con la deposizione di una corona d'alloro alla lapide che ricorda l’evento, eretta e inaugurata a cura del Comune il 12 Giugno 2015, in occasione del 70° anniversario. Alle 18 ci sarà l'ammainabandiera solenne.

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