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Natale con la Comunità di Sant'Egidio, dove la solidarietà è più forte della solitudine

Si è rinnovato a pranzo il consueto ritrovo della splendida realtà sociale presente anche a Trieste. Oltre 450 persone hanno partecipato al pranzo. I sorrisi, gli abbracci, uno spirito di comunità. Presente anche Carlo Grilli, Assessore alle Politiche Sociali: "Oggi si abbattono tutte le barriere"

Natale, il giorno in cui per tradizione cristiana nasce Gesù, non è solo un appuntamento religioso o enogastronomico. No, il 25 dicembre a Trieste è anche (e soprattutto) il consueto ritrovo con la solidarietà che la Comunità di Sant’Egidio manifesta, accogliendo centinaia di persone all’annuale pranzo di Natale. Più di 450 persone hanno partecipato ad uno dei momenti più autentici della vita sociale triestina e non. Decine di volontari e tavoli, un menu semplice composto da antipasto, primo, secondo, frutta, dolce e caffè e un chiacchiericcio allegro, brusìo sorridente di fronte alle difficoltà dell’esistenza moderna.  

La solitudine è una brutta bestia

“La Comunità di Sant’Egidio per noi è un punto di riferimento e un appuntamento in cui io e mia moglie non manchiamo mai” ha affermato l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste Carlo Grilli, presente all’evento. “Questo pranzo dimostra quanto ci sia bisogno di iniziative di volontariato di spessore. Trieste quest’anno ha “raccolto” tantissimi tra anziani e persone che hanno bisogno di socializzare perché non ci sono solamente persone che hanno problemi finanziari ma soprattutto problemi di solitudine”.

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“Il bisogno di stare assieme”

“Tutte le varie iniziative che anche con il Comune abbiamo concordato con il territorio fanno in modo che oggi sia tutto molto affollato. C’è bisogno di comunità e c’è bisogno di stare insieme e c’è bisogno di affrontare situazioni di disagio finanziario che anche nella nostra città ci sono”. Al pranzo di Natale ha presenziato anche l’Arcivescovo di Trieste monsignor Giampaolo Crepaldi, arrivato alla Stazione Marittima dopo la tradizionale messa di Natale. “L’Arcivescovo per noi è sempre un punto di riferimento – ha continuato Grilli - e in questo giorno particolare rappresenta un faro che ci indica la strada verso dove andare. Il punto da sottolineare è che l’affetto, la riconoscenza e la voglia di stare insieme da parte delle persone, sono il giusto premio per manifestazioni come questa”.

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Arrivano da Milano per visitare Trieste e si fermano a dare una mano

Ci sono sorrisi, mamme con i bimbi piccoli, veli che coprono parte del capo, volontari che si prendono cura di tavoli specifici. Al pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio hanno partecipato anche una coppia di milanesi che ogni anno, in questo periodo, giungono a Trieste perché innamorati della nostra città. Una volontaria della Sant’Egidio ci ha riferito che “hanno visto il grande manifesto appeso alla Stazione Marittima e sono entrati chiedendo se avessero potuto dare una mano”.  

“Oggi si abbattono tutte le barriere”

Spiccano i colori accesi dei vestiti, gli abbracci, il vociare intenso dei partecipanti. Anziani, ragazzini che corrono, le file di chi ha scelto di passare il Natale con la Comunità di Sant’Egidio, per dare una mano a chi ne ha veramente bisogno, perché alle prese con difficoltà nell’arrivare alla fine del mese, perché colpiti da lutti familiari improvvisi, che spaccano vite passate assieme. A volte, per sentirsi un po’ meno soli, basta che qualcuno ti guardi negli occhi e ti chieda “hai bisogno di una mano?”, senza interrogarsi più di tanto.

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“C’è sempre più gente che viene da tutte le parti del mondo – ha concluso l’Assessore comunale – perché qui oggi si abbattono tutte le barriere, di colore, di razza, di condizione sociale: siamo tutti una comunità almeno per un giorno diamo un segnale molto forte che è quello che poi dovrebbe essere sempre”.

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