Cronaca

"Il ragazzo invisibile 2", un giovane triestino a fianco di Salvatores alla regia: «Esperienza incredibile»

È il giovane triestino Francesco Termini l'assistente alla regia de "Il ragazzo invisibile 2", le cui riprese sono da poco terminate in città

Terminate da poco a Trieste le riprese de "Il ragazzo Invisibile 2", sequel del film che ha raccolti buoni riscontri da parte del pubblico.

Non solo la splendida scenografia, in questo film di Trieste c’è molto di più.

Il giovane triestino Francesco Termini è infatti stato selezionato quale assistente alla regia, accompagnando il premio Oscar Salvatores passo dopo passo nella realizzazione del film.

Di seguito l’intervista a Francesco.

Come è nata questa esperienza?

Come la maggior parte delle belle esperienze, è nato tutto per caso. Era gennaio quando vidi su Facebook il proflo di una persona che stava lavorando come Assistente alla regia per la fiction Rai che giravano a Trieste.

Decisi di contattarla e di raccontarle un po' il mio percorso lavorativo e personale, dicendole che mi sarebbe piaciuto molto poter stare sul set di una grande produzione per imparare il mestiere vivendolo da vicino e colmare le mie lacune, così come confermare ciò che negli anni di esperienza avevo già imparato.

Lei si è dimostrata subito gentile e mi ha detto che quando ci sarebbe stata l'occasione mi avrebbe ricontattato. Passano i mesi (e addirittura mi dimentico di averle scritto!) fnché un giorno di giugno mi propone di vedersi per parlare. Ed ecco che mi dice il nome del flm e del regista per cui sarei fnito a lavorare in caso avessi accettato.

Mi è bastato un attimo per dire di sì: non capita così spesso di poter operare sul set di un Premio Oscar per uno dei flm con il più alto budget dell'anno (prodotto dalla Indigo Film, stessa casa di produzione di tutti i flm di Paolo Sorrentino), per di più sotto casa propria. In ogni caso, al nostro incontro è seguita una normale procedura di assunzione: ho inviato il curriculum all'aiuto regista, dopodiché ho fatto un colloquio nell'ufcio temporaneo della produzione e alla fne ho ricevuto la fatidica telefonata in cui mi veniva dato l'esito positivo. Così è iniziato un periodo intenso e indimenticabile, che è andato dal 18 luglio al 4 ottobre.

Quali sono le emozioni a lavorare a fanco di un premio Oscar come Salvatores?

Come spesso accade, la prima volta che ti trovi davanti ad una situazione così grande sei spaesato. C'è quell'atmosfera di dovuta riverenza nei confronti del Capo, che non si vuole disturbare per non essere tra le decine di persone che già lo martellano ogni giorno.

Poi però, quando si condivide l'ambiente di lavoro tutto si livella. Le emozioni si trasformano in vigore e quel  vigore va trasformato in energia da spendere sul campo tant'è che spesso ci si passa accanto senza guardarsi o pensare “sto passando accanto ad un premio Oscar” dal momento che si vive il proprio presente e si deve assolvere a dei compiti specifci che esulano da qualsiasi tipo di emotività. Guardarlo lavorare però è stato ipnotico. Si tratta proprio di un Maestro.

IL VIDEOCLIP CON L'AUGURIO DI SALVATORES A FRANCESCO (l'articolo continua sotto il video)

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Qual era il tuo ruolo? Quali compiti avevi?

Il ruolo dell'assistente alla regia comprende una serie infnita di compiti e piccoli accorgimenti da mettere in atto ai quali uno spettatore difficilmente pensa quando vede un flm in sala. La scala è militarmente gerarchica: ogni persona fa parte di un reparto, e comunica all'interno del suo reparto con colui o colei che detiene la posizione direttamente superiore o direttamente inferiore. In questo caso, l'assistente è nel reparto Regia di cui fanno parte il regista, l'aiuto regia, gli assistenti e la segretaria di edizione (persona che si occupa della continuità e dei dettagli all'interno dell'inquadratura).

Innanzitutto la fgura dell'Assistente alla regia è diversa da quella dell'Aiuto regista. Mentre l'aiuto si può defnire il braccio destro del regista, il vero e proprio factotum della situazione, che dialoga con tutti i reparti, si occupa di mantenere il silenzio, ricorda i fabbisogni di scena e tiene assieme i pezzi incanalando (come fosse un megafono) le richieste/idee del regista; gli assistenti si occupano prevalentemente del cast.

Questo signifca che al mattino i primi ad arrivare sono i componenti del reparto Regia (ad esclusione del regista che viene convocato solitamente all'ora in cui la troupe è “pronta a girare”) e del reparto Produzione (che svolge una serie di compiti paralleli alla regia). Mentre l'Aiuto si prepara ad affrontare le sfide della giornata (sul set o negli uffici dei grandi camper vicini al set, denominati Campo Base), gli assistenti si preoccupano di accogliere gli attori, premurarsi che stiano bene (all'occorrenza chiedere se desiderino un cafè o una brioche), farli vestire (i costumi si trovano già pronti nei loro camerini) e di accompagnarli a turno nel camper del Trucco e Acconciature. Tutto ciò seguendo le tempistiche date dall'ODG (Ordine del Giorno), che schematizza in modo preciso gli orari in cui gli attori arrivano, in cui devono essere pronti e in cui devono trovarsi sul set per girare.

Una volta fatto questo, bisogna accompagnarli sul set, fare in modo che possano stare a proprio agio (procurandogli le sedie, l'acqua, l'ombra in caso di riprese in esterni col sole ecc...) e poi stare pronti a qualsiasi evenienza. Importanza fondamentale è quella della distribuzione degli Stralci della sceneggiatura - ovvero i fogli sui quali ci sono le scene della giornata – ogni mattina.

All'inizio delle riprese ogni membro della troupe (ad eccezione dei reparti Costumi e Trucco Acconciature) viene fornito di una radio per le comunicazioni di reparto, utili ad essere costantemente informati sull'inquadratura che si girerà o su eventuali cambiamenti. Compito dell'assistente è anche quello di stare attento a dove si trovano gli attori (frequenti i casi di personaggi dalla fuga facile che gironzolano sul set e rendono impossibile il proprio reperimento nel momento del bisogno), e dir loro che devono andare davanti alla macchina da presa, non senza aver prima avvertito i vari reparti di dare una controllata per vedere che sia tutto apposto.

Ma questa è solo la punta dell'iceberg.
Per quanto ci sia una gerarchia, i compiti possono essere condivisi e le cose da fare possono essere le più svariate. Eccone un elenco:

- aiutare la Produzione (reparto che oltre a fnanziare il flm, si occupa che tutto vada per il verso giusto “attorno” alla troupe: organizzare gli spostamenti, far arrivare acqua e cibo ecc...) a portare ciò che occorre;

- scegliere e gestire le comparse nelle scene con tante persone (organizzare i loro spostamenti nelle inquadrature, dargli il via quando si gira);

- gridare “silenzio”, “motore” (il momento in cui la macchina da presa inizia a registrare) e “stop” quando c'è movimento intorno al set e la voce dell'aiuto regista non può arrivare ovunque.

La cosa più bizzarra che mi è capitata di fare è stato comprare dei pupazzetti in un negozio di giocattoli per permettere ai ragazzi degli efetti visivi (computer grafca) di riprodurre in miniatura una scena del flm.

Sono accadute cose particolari e inaspettate durante l'esperienza?

Ogni giorno era una novità. Potrei raccontare decine di cose assurde e divertenti.

Ho vissuto una bella esperienza umana, e questa era una cosa che non mi aspettavo: le risate sono state tantissime, ma la cosa più bella è stato vedere questo grande agglomerato di personalità, unite in un obiettivo comune che faceva emergere il loro meglio.

Una cosa che ricordo con piacere è stata quando mi hanno mandato in giro per città con uno stativo (una specie di cavalletto di metallo) ed una GoPro per fare delle riprese delle strade utili ad essere inserite (in un secondo momento) all'interno di alcuni monitor di sorveglianza che si vedranno in una scena. Una bella responsabilità per uno sconosciuto ai loro occhi, e per me una grande soddisfazione.

Che persona è Salvatores? Quali sono stati i tuoi rapporti con lui? Ti ha insegnato qualcosa?

Salvatores (o Gabriele, come era abitudine chiamarlo sul set) è una persona straordinariamente squisita. Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da qualcuno con un passato così intenso ed esposto. Un premio Oscar può cambiare la persona che lo vince, ma in questo caso posso dire di essermi trovato di fronte ad un Uomo con la “u” maiuscola.

Delicato, sensibile, astuto ma soprattutto gentile. Gentile con tutti, dal primo all'ultimo, sempre pronto a ringraziare o addirittura a scusarsi, disponibile al dialogo, pronto ad ascoltare.

Una persona preziosa che mi porterò sempre nel cuore e alla quale sarò sempre grato per ciò che mi ha trasmesso durante la lavorazione del flm anche se il tempo a disposizione era talmente poco da non poter creare un legame profondo.

Posso dire che questo Regista mi ha insegnato (o meglio confermato) che è nelle piccole cose che si trova la grandezza; che non occorre urlare o sbraitare per far andare tutto nel verso giusto; che il Cinema conserva ancora quel potere di coinvolgere l'arte vera e il pensiero creativo e che la consapevolezza di stare lavorando con il corpo per raggiungere qualcosa di intangibile sia il modo più sincero di ammettere la fortuna che si ha nel fare questo mestiere.

Progetti futuri dopo il flm?

Di progetti ce ne sono tanti. Durante il periodo appena trascorso ho scritto molto, è il momento di dar vita a quelle pagine. Dopotutto un flm ti fa vedere cosa può scatenare un'idea e non credo che esista fonte d'ispirazione più potente di questa.

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