Cronaca

Il Rossetti più forte della crisi: affluenza e incassi tornati ai livelli del 2011

15.25 - Il Direttore, il Prsesidente e il Responsabile organizzativo: «Il pubblico ha premiato il connubbio tra prosa e altre tipologie di spettacolo»

Che la stagione teatrale dello Stabile Regionale fosse stato un successo era forse già chiaro anche ai non addetti ai lavori: infatti il sold out a sorpresa di Magazzino 18 e quello preannunciato di Cats, passando poi per Servo per dueRiccardo Terzo, Penso che un sogno così... o gli altri grandi eventi come The Illusionists, iD e Shadowland, non potevano che essere chiari segnali di un 2013-14 all'insegna del segno positivo.

Oggi è arrivata la conferma di questi "sospetti". A presentare questa stagione "dei record" è stato il Presidente Milos Budin questa mattina: «Per prima cosa vorrei sottolineare che questo è stato il mio primo anno di mandato, la stagione già definita prima, quindi i meriti non sono ascrivibili al sottoscritto, ma gli elogi vanno a tutto lo staff del teatro che hanno saputo predisporre una stagione che ha riportato il Rossetti al livello delle sue stagioni migliori. La prima nota positiva sono senza dubbio le 171.031 presenze, un numero di tutto riguardo e, in rapporto alla popolazione, molto superiore ad altri teatri italiani».

Paragonando la stagione appena trascorsa a quelle passate, ci rendiamo conto come i numeri siano più che soddisfacenti: infatti si è tornati ai livelli del 2010-11, quando le presenze era stato di 173.621. Questa crescita dell'affluenza - il 30% circa in più rispetto l'anno scorso - ha portato ovviamente all'aumento degli incassi: 3.481.029 euro (contro i 2.660.40 del 2012-13), anche questo molto vicino al dato del 2010-11 (quello "pre-crisi"), cioè 3.518.015 euro.

«Un risultato senza dubbio dovuto anche alla nostra offerta multigenere - ha continuato Milos Budin -. Voglio sottolineare che per quanto riguarda il numero delle recite, la prosa ricopre il 66,45% (circa 150 repliche su un totale di 250, ndr). La produzione e messa in scena della prosa è un compito fondamentale del teatro, ma vista l'entità di questo Stabile, la sua internazionalità (i confini sono stati superati mentalmente e culturalmente), siamo obbligati a organizzare eventi per il suo territorio di riferimento».

Inevitabile parlare dello spettacolo rivelazione della stagione, «Magazzino 18, che ha ricevuto il più alto gradimento (secondo il sondaggio divulgato dal Politeama, ndr). Il successo di Trieste è stato comunque confermato da quello riscosso in Istria e nelle altre piazza italiane. Ci sono giunte richiesto anche dagli USA e dal Canada. Inoltre, pur non potendo dare notizie sul cartellone della prossima stagione (l'incertezza è dovuta alla vicina divulgazione del decreto ministeriale che determina nuove regole per lo spettacolo dal vivo in Italia, ndr), possiamo già dire che tornerà in scena al Politeama Rossetti».  

Il Presidente, prima di passargli la parola, ha voluto ringraziare il Direttore Antonio Calenda «per aver mantenuto il teatro in serie A».

«Stagione in crescendo, in completa controtendenza con quella che è la crisi del teatro Italia - ha esordito soddisfatto Antonio Calenda, che poi ha voluto sottolineare, rispedendo ai mittenti, le accuse di produrre e mettere in scena poca prosa -. La prosa ha avuto un incremento notevole di presenza: nel complesso siamo equivalenti al Piccolo Teatro di Milano che però lavora su una platea più ampia. Questo teatro ha sempre dato importanza alla prosa, a differenza di quello che i nostri nemici, mossi dall'invidia, ci accusano. Riusciamo a fare produzioni con pochissimi soldi. Per esempio lo spettacolo di Roberto Herlitzka è costato si e no 100 euro e ora starà due settimane al Piccolo di Milano e poi all'Argentina a Roma. Noi il musical lo facciamo perché la città lo vuole. Siamo riconosciuti a livello nazionale e internazionale. È ora di finirla, noi produciamo a costo zero prosa di grande livello. Abbiamo portato Cristicchi al successo, con uno spettacolo prodotto con due lire, uno spettacolo che farà 130 repliche». 

«Io ho voluto fare una vita stressante - ha proseguito il Direttore dello Stabile -. Invece di fare la vita sedentaria del gestore del teatro, ho deciso di viaggiare in cerca di fondi. Abbiamo poi scoperto che il musical portava la redditività utile alla prosa e abbiamo deciso di continuare su quella linea. Il merito di questo successo è anche del pubblico di Trieste che ha corrisposto e capito questo momento di rinnovamento: senza il nostro pubblico questo teatro non esisterebbe e per questo lo ringraziamo vivamente».

Tornando alla produzione della prosa, Calenda ha svelato anche lo spettacolo che aprirà la stagione 2014-15, Finis Terrae: «Il Festival di San Miniato finanzierà il 70% dello spettacolo. Uno spettacolo sulla realtà dei nostri giorni, anche questo è il ruolo del teatro. Il concetto della povertà, uno dei grandi temi che la società. L'emblema di questa povertà secondo me è quello delle barche che dall'Africa approdano sulle nostre terre. In scena vedremo due infimi contrabbandieri che aspettano un carico di sigaretta, ma arriverà un carico di persone di colore. È la notte di natale. Tra di loro c'è una sola donna che partorirà un figlio, frutto di una violenza».

Inevitabile anche la domanda relativa al suo futuro. Infatti il 15 di settembre scadrà il mandato di Direttore di Antonio Calenda, che ricopre questa carica dal maggio del 1995. Nei giorni scorsi si è conclusa la raccolta delle candidature per il posto da Direttore dello Stabile, secondo la prassi utilizzata da tutti i teatri nazionali di indire un bando pubblico di selezione. «Io sono direttore fino al 15 settembre poi vedremo. Non ho presentato il curriculum - ha affermato -. Non si tratta di tracotanza, umilmente avrei anche partecipato. Ma volevo che questo teatro, a cui ho dato tutto, non venisse macchiato da questioni personali. L'ho fatto per tutelare il teatro, che è un bene della città, regione e nazione».

Infine, Stefano Curti, Responsabile organizzativo, ha spiegato i dati della stagione affermando che «nei numeri delle presenze non sono contenuti gli ingressi relativi agli affitti sala, Società dei concerti, spettacoli gratuiti, ecc; quindi il numero realte potrebbe essere molto vicino alle 200 mila presenze».

Poi il discorso è passato su gradimento della stagione appena conclusa: «Circa 500 questionari on line sono stati compilati completamente, non li prendiamo come oro colato, ma ci permettono di avere dei trend, che, insieme allo storico, ci permettono di valutare correttamente il nostro operato».

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Rossetti più forte della crisi: affluenza e incassi tornati ai livelli del 2011

TriestePrima è in caricamento