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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Il Segretario Nazionale del Sap (Sindacato Polizia) a Trieste

Pubblichiamo una nota stampa di Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del SAP A margine di una Conferenza agli Allievi Agenti della Polizia di Stato, frequentatori di corso della Scuola di Trieste, alla quale ha partecipato il Segretario...

Pubblichiamo una nota stampa di Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del SAP

A margine di una Conferenza agli Allievi Agenti della Polizia di Stato, frequentatori di corso della Scuola di Trieste, alla quale ha partecipato il Segretario Nazionale Michele Dressadore ed il Segretario Provinciale Lorenzo Tamaro, è stato fatto il punto sulla situazione attuale sia in ambito nazionale che in ambito locale su alcune tematiche riguardanti la "Sicurezza" in un breve incontro con i mezzi di informazione.

TAV: L'ennesimo assalto contro le forze dell'ordine in Valdisusa sta a dimostrare che c'è un disegno politico da parte di chi ha avuto a che fare con le violenze di questi mesi. Non si tratta degli abitanti della Valle, ma di persone molto più vicine all'eversione che al movimento "no tav".

Per far rispettare i provvedimenti legislativi che prevedono l'esecuzione dell'opera si abbia coraggio, al di là dei risvolti politici, di inviare l'esercito e si sgomberi il campo antagonista di Chiomonte.

Il SAP sta dalla parte di chi lavora nel cantiere e non da chi lancia le bombe e le pietre contro gli operai e le forze dell'ordine che li difendono.

CASO ALINA: Il SAP fin dalle prime ore ha espresso l'assoluta fiducia nella Magistratura auspicando il mantenimento dello spirito di reciproca collaborazione imperniato sulla fiducia tra la Questura, la Procura della Repubblica di Trieste e la cittadinanza, malgrado delle perplessità su alcune modalità con cui era stata condotta la vicenda.

Oggi possiamo sostenere, che alcune tematiche di natura ideologica emerse nelle ore successive alla tragedia, non trovano riscontri come del resto in linea con quanto in passato espresso dalla Polizia triestina e cioè la totale mancanza di fenomeni di carattere discriminatorio.

TAGLI: I recenti tagli apportati al Comparto sicurezza, che già versava in uno stato di affanno per quanto riguarda mezzi ed uomini, stanno producendo inevitabilmente effetti negativi anche sul nostro territorio.

Infatti, seppur la Scuola di San Giovanni e le altre Scuole di Polizie dislocate sul territorio nazionale, continuino l'attività di formazione di nuovi agenti, il loro numero è molto inferiore a quello del passato e insufficiente a garantire il turn-over ed a rimpiazzare i "pensionamenti".

Questo provoca effetti negativi sul funzionamento dell'apparato sicurezza, ed esempi anche a Trieste ce ne sono moltissimi, infatti negli ultimi due anni la Squadra Mobile ha subito un ridimensionamento di 10 uomini, come anche il Commissariato di Rozzol-Melara ha visto ridurre il suo organico di 5 unità.

Precisiamo, sono due uffici tra tanti che rappresentano solo due esempi, che stanno però a significare che i tagli colpiscono anche uffici operativi e strategici.

Nel caso per esempio del Commissariato di Rozzol-Melara, il territorio di competenza comprende rioni "socialmente difficili", come San Giovanni, San Luigi, Rozzol e tutta la zona antistante all'ippodromo.

Zone dove anche grazie alla presenza della Polizia di Stato è stato possibile far ben convivere persone di estrazione sociale, culturale ed etnica ben diverse.

Bisognerà continuare su questa strada anche sul nuovo comprensorio Ater di via Cumano, se si vorrà ottenere gli stessi positivi risultati.

Una perdita, in questi casi, nell'ultimo biennio del 20% di personale, mette in difficoltà gli operatori di Polizia ormai in affanno anche nell'adempiere alle pratiche improcrastinabili indirizzate all'autorità giudiziaria, con conseguenze sulla qualità della vita del cittadino.

Per non parlare poi dei mezzi informatici a disposizione, pochi ed obsoleti, tanto da rallentare il lavoro in quanto spesso non riescono nemmeno a supportare i programmi necessari al loro funzionamento.

Non sono ancora state soddisfatte richieste di sostituzioni di pc irrimediabilmente danneggiati, dal tempo e dall'usura, richieste avanzate da più di due anni.

Ridimensionamenti di questo tipo non potranno garantire domani la stessa sicurezza di oggi, come non lo potrà garantire l'età media che avanza sempre di più, basta vedere gli equipaggi sul territorio spesso costituiti da 48 enni con più di 25 anni di strada. Non servono ulteriori commenti.

Come si commentano da solo i mezzi impiegati per l'ordine pubblico da parte della Scuola Allievi Agenti di Trieste datati, anzi stradatati si parla di mezzi del 1989 e 1993, oppure mezzi leggermente "più giovani" che però anche di recente hanno lasciato a piedi in autostrada personale della Questura di Trieste di ritorno da un'esercitazione in un poligono della Carnia.

Si utilizzano poligoni diversi da quello della Scuola, perché un maggior utilizzo comporterebbe maggiori manutenzioni, manutenzioni che oggi la Scuola non può permettersi per mancanza di fondi.

Mancano i soldi anche per le manutenzioni degli autoveicoli, molti infatti sono fermi per questo motivo e molti, forse, sono utilizzati senza la necessaria sicurezza, né è esempio quanto accaduto pochi giorni fa: un Pulman della Scuola di Peschiera ha rischiato di finire fuori strada con le immaginabili conseguenze, a causa di uno scoppio di un pneumatico vecchio di 12 anni.

Questo noi non vogliamo accada più, non possiamo pretendere dal cittadino revisioni e manutenzioni e non pretenderle per i nostri mezzi, mettendo poi a repentaglio l'incolumità degli operatori di polizia e dei cittadini stessi!

RAZIONALIZZAZIONE: Il SAP è ben conscio del grave momento di crisi del Paese e per questo motivo crede che sia necessario una migliore razionalizzazione dei servizi e dei compiti delle varie Forse di Polizia.

In questo senso il SAP già in gennaio in un incontro con il Prefetto di Trieste aveva espresso la necessità di un maggior coinvolgimento delle altre forze di Polizia nel concorso dei servizi di vigilanza, di ordine pubblico e di accompagnamento dei clandestini nei Cie e di rimpatrio. In tal senso erano giunte le rassicurazioni da parte del Prefetto.

Rassicurazioni che fino ad oggi, malgrado una nuova richiesta da parte del SAP di un'ulteriore incontro con il Prefetto, sono rimaste lettera morta.

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