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Il Triestino Stefano Felician Eletto nel Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani

Si sono svolte ieri pomeriggio presso l'Hotel Midas di Roma le elezioni del nuovo Portavoce e dei nuovi membri del Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani, nel corso del Congresso Nazionale, che ha visto la partecipazione di oltre 150...

Si sono svolte ieri pomeriggio presso l'Hotel Midas di Roma le elezioni del nuovo Portavoce e dei nuovi membri del Consiglio Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani, nel corso del Congresso Nazionale, che ha visto la partecipazione di oltre 150 delegati delle 80 associazioni che fanno parte del Forum e che in totale rappresentano oltre 4 milioni di giovani italiani.

Nei membri del direttivo è stato eletto il triestino Stefano Felician Beccari (in foto), 29 enne ricercatore e membro dei giovani del PPE.

Felician, che porterà la voce di Trieste nel Forum, è l'unico eletto proveniente dal Nord Italia ed è risultato il candidato più votato.

«Vigileremo sugli impegni del Governo e chiederemo più diritti» ha dichiarato in prima battuta il neoeletto Portavoce del Forum Giuseppe Failla, 32 anni, siciliano, attuale Segretario Nazionale dei giovani delle Acli.

Al primo posto in agenda ci sarà la questione lavoro. «La flessibilità - ha detto Failla - non deve più tradursi in precarietà ad oltranza. Siamo disponibili a discutere su percorsi progressivi di stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Il lavoro è la chiave di volta per liberare il futuro dei giovani e salvaguardare la nostra democrazia. Le nostre organizzazioni, con questo congresso, si impegnano a incentivare percorsi di orientamento al lavoro a partire dall'orientamento delle scelte scolastiche, universitarie o di formazione professionale».

Prioritario anche il rilancio della partecipazione giovanile alla politica: «vogliamo lanciare un'iniziativa popolare per riprendere l'iter parlamentare di una proposta di legge che giace nei cassetti del Senato: l'equiparazione dell'elettorato attivo e passivo, per favorire un reale ricambio generazionale e dare maggiore rappresentanza alle giovani generazioni.

Colmeremmo così un'ipocrisia tutta italiana: non capiamo perché un giovane, raggiunta la maggiore età, abbia la giusta maturità per scegliere i propri rappresentanti, ma non per rappresentare altri cittadini. Lo stesso dicasi per i venticinquenni chiamati a votare per il Senato della Repubblica. In questa opportunità per i giovani intravedo anche la possibilità di una vera riforma della politica».

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