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Il Verdi torna ad assumere a tempo indeterminato

Approvate le assunzioni a tempo indeterminato per il Coro e nuovi concorsi banditi anche per l’Orchestra

Miglioramento delle performance commerciali, rafforzamento della situazione patrimoniale, incremento del numero degli spettacoli: anche grazie a questi risultati – evidenziati nella Relazione 2017 del Commissario straordinario del Governo per le fondazioni lirico-sinfoniche – la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste può tornare ad assumere a tempo indeterminato. Dopo dieci anni e per la prima volta la Fondazione ha, infatti, bandito un concorso per tre artisti del coro da inserire a tempo indeterminato e, a breve, formalizzerà un secondo bando per l’assunzione di due professori d’Orchestra. Un primo risultato, in linea con la scelta strategica – definita dalla Fondazione, nell’ambito del Piano di risanamento 2016-2018 presentato al Ministero a seguito della Legge “Bray” – di investire risorse nel personale, vero patrimonio del Teatro Lirico Giuseppe Verdi. “Grazie a una gestione operativa più efficiente rispetto al passato – sottolinea il Sovrintendente, Stefano Pace, riferendosi alla Relazione commissariale – “nel 2017 la Fondazione ha effettuato 157 ‘alzate’, di cui 11 realizzate fuori sede (rispetto alle 132 preventivate nel piano artistico), con un incremento degli spettatori del 25,7% rispetto alle stime. Tutto ciò, potendo contare mediamente su circa 240 dipendenti, senza esternalizzare alcun servizio, come invece fanno altre Fondazioni in Italia”.

Per apprezzare la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi non solo per la sua attività artistica, bensì anche per il suo ruolo nello sviluppo socio-economico di Trieste, bastano alcuni numeri: con un budget annuale di circa 17 milioni di Euro l’Ente è riuscito a portare sul territorio 8,5 milioni di Euro di fondi dello Stato; 3,1 milioni di Euro di finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, cui si aggiungono 1,7 milioni di Euro di contributo del Comune di Trieste. “L’utilizzo di tali importi” – afferma Stefano Pace – “genera un indotto di circa 2 milioni di Euro, al quale vanno aggiunte le tasse che i dipendenti del Teatro versano in Regione e il flusso economico (non facilmente quantificabile) prodotto dalle decine di persone (musicisti, cantanti, registi ed altre figure professionali) che vengono a vivere a Trieste per lunghi periodi durante le Stagioni sinfoniche, liriche ed estive”.

Tra i fattori intangibili, da rilevare l’attività del Teatro Lirico Giuseppe Verdi nella promozione culturale e turistica della città e del Friuli Venezia Giulia durante le sue tournée in Italia e all’estero e il suo forte impegno nella formazione, con progetti educativi che hanno coinvolto oltre sei mila ragazzi delle scuole regionali.

Non da ultimo si ricordano gli accordi strutturali con il Teatro Nuovo da Udine, il Teatro Comunale Verdi di Pordenone e con l’Ente Regionale Teatrale grazie ai quali la Fondazione ha avviato un percorso molto importante, che le ha permesso di organizzare degli spettacoli su tutto il territorio regionale, trasferendo ogni volta nei diversi luoghi che l’hanno ospitata gran parte delle sue maestranze (fino a 150 persone coinvolte) e degli allestimenti necessari.

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