Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

"Illuminazione pubblica ai francesi? Il Comune chiarisca", l'appello dei sindacati

L'illuminazione potrebbe essere affidata con la formula del project financing a una ditta francese, che potrebbe sostituire Hera Luce. Una sentenza del Tar, tuttavia, definisce la procedura “opaca e priva di criteri di scelta”. Perplessità dalle sigle sindacali, che chiedono "maggior trasparenza e una gara più paritaria"

Sindacati sul piede di guerra per l'illuminazione pubblica: potrebbe essere affidata con la formula del project financing a una ditta francese, che potrebbe sostituire quindi Hera Luce. In un comunicato congiunto, Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil e Fiadel puntano il dito sulla procedura del project financing adottata dal Comune, che "non ha rispettato lo spirito di snellezza e velocità che è nelle prerogative di questo percorso. Il project di Hera Luce, infatti, era stato presentato il 15/5/2019, quello francese di Citelum il 7/10/2019, ben cinque mesi dopo".

Viene citata a questo proposito la sentenza TAR 17/09/2020 che ribadisce "la necessità di salvaguardia di basilari esigenze di buona, sana e imparziale amministrazione anche e solo per evitare disallineamenti informativi che potrebbero avvantaggiare gli operatori economici che per ultimi hanno formulato proposte". Nel pomeriggio ci sarà l'approvazione formale del percorso di project financing in cui si dovrebbe individuare la figura del promotore nella ditta francese Citelum, che nella successiva gara d'appalto avrà il ruolo di promotore e che, come dichiara Paolo Sabadin della Flaei Cisl "avrà un diritto di prelazione e il 99% di possibilità di vincere la gara. Contestiamo il percorso con cui si è arrivati a questa scelta perché il Tar (un altro concorrente aveva fatto ricorso per altri motivi) ha scritto che il procedimento era "opaco e privo di criteri di scelta" e consigliava di indire una gara più paritaria. A quel punto, dopo due anni di stallo, in soli 20 giorni il Comune ha deciso di accelerare verso l'approvazione".

"Abbiamo chiesto più volte al Comune di rigettare questo procedimento e ricorrere alla gara - spiega ancora Sabadin - ma questo non avverrà perché oggi ci sarà il passaggio formale. La preoccupazione va anche ai dipendenti di Hera Luce perché non è detto che il soggetto assuma questi lavoratori. Siamo preoccupati anche per il servizio di questa ditta perché non l'abbiamo mai vista fare delle verifiche sul posto e Trieste ha una realtà orografica e impiantistica molto complessa. E' strano che questa azienda possa far meglio di un'altra che, pur cambiando assetto, si occupa di questi impianti da circa 100 anni".

Walter Gasperi (Rsu illuminazione pubblica Trieste Hera Luce) sostiene poi che "Sono servizi che la cittadinanza dà per scontati, tra cui una rete semaforica top di gamma, pali della luce calibrati per la bora e operatori a disposizione 24 ore su 24 per tutto l'anno. Le varie amministrazioni che si sono succedute hanno investito moltissimo sull'illuminazione, ora di altissima qualità. Non possiamo pensare che Trieste diventi come una periferia industriale".

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