L'Imam Akkad 'reintegrato' ringrazia la comunità islamica: "Circondato da solidarietà"

Il ricercatore siriano, che era stato espulso dall'associazione nel 2018, è stato ora reintegrato. "Molte manifestazioni di gioia per il mio ritorno"

Foto: Facebook

Un ringraziamento "per le manifestazioni di gioia e solidarietà" ricevute e un "invito a partecipare in massa alle decisioni della comunità, in nome della democrazia". Queste le parole che l'Imam Nader Akkad rivolge alla comunità islamica di Trieste dopo essere stato "reintegrato" in seguito a una sentenza di primo grado.

La sentenza

Il giudice lo ha deciso la scorsa settimana: Akkad, che era stato espulso dall'associazione nel 2018, è stato ora reintegrato. All'epoca l'assemblea, presieduta da Saleh Igbaria, aveva votato per la sua esplusione, ma nell'ordine del giorno questo punto non era stato inserito, il che ha di fatto invalidato la delibera poiché se i membri fossero stati a conoscenza di un punto così importante la partecipazione avrebbe potuto essere diversa. Vizio di forma su cui ha fatto perno la difesa dell'avvocato Fabio Petracci, che dichiara di essersi focalizzato solo su questo punto, senza addentrarsi nell'attribuzione di ruoli all'interno della comunità, questioni che fanno capo a regole prettamente culturali e religiose. La sentenza non specifica il suo reintegro nel ruolo di Imam ma solo come socio, tuttavia non lo esclude e sembrerebbe che in molti, nella comunità, lo rivogliano nel suo ruolo di guida spirituale. Previsto anche il risarcimento di metà delle spese di lite, ossia 3.825 euro più 259 euro per anticipazioni, oltre al rimborso di spese generali. 

Un invito alla democrazia

"Sono molto felice di rientrare nella comunità – ha detto Nader Akkad -, in molti erano in disaccordo con una decisione che all'epoca era stata presa da un direttivo di 5 persone e un'assemblea di 25. I musulmani, a Trieste, sono in un numero compreso tra 3mila e 5mila, dovrebbero essere rappresentati da più persone. Per questo invito i miei fratelli ad iscriversi all'assemblea e partecipare attivamente alla vita di comunità, contribuendo a prendere scelte importanti per tutti noi. Fatelo per il bene della democrazia".

L'assemblea, nel voler allontanare Akkad, si era appellata a presunte irregolarità oltre che per essersi "indebitamente appropriato" del ruolo di Imam. Ruolo per cui Akkad possedeva le qualifiche, ma le accuse riguardavano il legittimo riconoscimento da parte della comunità, requisito essenziale per ricoprire la carica. Questa la motivazione formale, anche se circola la convinzione che Akkad sarebbe stato allontanato per le sue posizioni "moderate" e aperte verso altre religioni. Al momento, infatti, il ricercatore siriano è co-presidente della Commissione internazionale Mariano Musulmana Cristiana, e ha sempre espresso posizioni di ferma condanna verso il terrorismo islamico, sorattutto negli ultimi giorni.

Akkad dovrebbe ora rientrare anche nel direttivo della comunità, ora formalmente inquadrata come associazione culturale, tuttavia il direttivo stesso potrebbe essere sciolto e ricostituito qualora gli attuali membri non accettassero il rientro. Nessuna aspettativa da perte di Akkad, che non entra in polemiche e dichiara solo: "aspetto di vedere se gli animi saranno ben disposti nei miei confronti".

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