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Profughi e richiedenti asilo, l'accoglienza costa oltre 8 milioni di euro

Riunita la tanto discussa Commissione Trasparenza sul tema dei rifugiati ospitati in città e i costi connessi all'accoglienza richiesta da Lorenzo Giorgi. Le risposte dell'assessore Famulari, direttore Amedeo e presidente Schiavone però non accontentano alcuni consiglieri

Ieri mattina in Comune si è riunita la tanto discussa Commissione Trasparenza (rinviata tra le polemiche dal presidente del Consiglio comunale Furlanic, vedi articoli correlati) sul tema dei rifugiati e richiedenti asilo ospitati in città e i costi connessi all'accoglienza richiesta da Lorenzo Giorgi (capogruppo Pdl). Oltre ai capigruppo e altri consiglieri, il presidente Paolo Rovis (Trieste Popolare) aveva invitato (con risposta positiva) oltre all'assessore alle politiche sociali Laura Famulari, il direttore della Caritas Diocesana Alessandro Amodeo e il presidente dell'Ics Gianfranco Schiavone.

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FAMULARI «Sono già state affrontate molte volte queste questioni - ha esordito Famulari -. Sono già stati diramati i dati e dovrebbero essere noto (risposta al pentastellato Menis che chiedeva di visionare i dati, ndr). È noto vengono erogati 35 euro pro die pro capite: attualmente abbiamo erogato 1.366.032 euro per lo Sprar (il Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo) e 6.860.116 euro per l'accoglienza diffusa».

«La gestione non può essere gestita direttamente dal Comune - ha spiegato l'assessore - perchè quelle professionalità e personalità necessarie per svolgere al meglio il servizio di accoglienza non sono presenti nel l'organico del Comune; inoltre, ammesso che si voglia assumere, come noto il tournover è bloccato da diversi anni».

«I fondi, come noto, sono ministeriali e li gestisce in primis la Prefettura che ha sviluppato con noi una convenzione: siamo in attesa di capire se verrà riconfermata. Il flusso per il 2016 - ha detto Famulari - non è previsto che diminuisca. Comune e Prefettura controllano le firme ciclicamente (solo il mese scorso ne sono state controllate 15 mila) e poi erogano i fondi. Se ci sono errori, i soldi vengono restituiti. L'unico vincolo che il Comune può porre a chi incarica dell'accoglienza (Ics e Caritas Diocesana, ndr) - conclude l'assessore - è sulla formula contrattuale che rispetti certi requisiti».

CARITAS DIOCESANA «Vorrei premettere - ha sottolineato il direttore Amodeo - che i richiedenti asilo e rifugiati sono solo una parte (126 persone in carico) delle persone che assistiamo. Quelli al Silos non sono a carico delle associazioni perchè non risiedono nell'ente gestore: sono presenti nell'elenco della Prefettura ma gli unici servizi che rendicontiamo sono quelli dei pasti, il resto è offerto».

«Cerchiamo operatori formati nell'ambito del sociale e che abbiano competenze o conoscenze pregresse - ha spiegato il direttore della Caritas Diocesana rispondendo a una delle domande poste dai consiglieri sulla scelta dei collaboratori -. Tutto sempre nel rispetto degli accolti (per noi sono persone e non giochiamo al ribasso sui costi); inoltre avere persone processionalmente formate da un tono serio alla questione: cerchiamo di dare il massimo e il meglio».

«Sono sette le strutture, case della Diocesi, in cui ospitiamo i profughi - ha concluso Amodeo -. Tra l'altro, nelle stesse strutture nei prossimi giorni entreranno anche gli accolti del "progetto freddo" del Comune».

ICS «Noi stiamo semplicemente allargando il sistema Sprar, quindi molte risposte vengono date già dal manuale operativo sul sito del Ministero - ha spiegato Schiavone -. Stiamo gestendo un cambiamento e volutamente non lo abbiamo voluto gestire come un'emergenza. Proprio per questo prendiamo appartamenti, perchè il sistema Sprar proibisce le strutture provvisorie (Valmaura, per non parlare del Silos, sono eccezioni che vogliamo chiudere al più presto)».

«Assumiamo per lo più operatori sociali selezionati (molti laureati in Scienze umanistiche o giurisprudenziali) - ha ribadito il presidente Ics -. Tutti i servizi che noi eroghiamo sono gli stessi degli Sprar e anche le voci di spesa sono le medesime. Abbiamo ricevuto otto verifiche da parte del Ministero negli ultimi anni e per questo motivo, la nostra solidità, siamo stati di nuovo scelti nel 2013».

«Gli appartamenti vengono scelti a seconda dell'offerta di mercato, agenzie e privati che si sono offerti; poi noi valutiamo la congruità», ha concluso Schiavone rispondendo alla domanda specifica sull'edificio interamente affittato in via dei Bonomo.

REAZIONI «Visto che il tema è caldo e come ha sostenuto l'assessore non è previsto un calo, sarebbe meglio predisporre incontri periodici di questo tipo», ha chiesto il consigliere Carlo Grilli ricevendo una risposta positiva dal presidente Rovis che provvederà a fissare già altri due Commissioni sul tema. 
Più polemici invece i consiglieri Lorenzo Giorgi, che ammette «restano tanti dubbi sui metodi e congruità della gestione di questi fondi che ricordo sono pubblici», e Claudio Giacomelli (Fratelli d'Italia), che attacca: «Siamo di fronte a milioni di euro gestiti sulla fiducia. È l'unico caso in cui c'è una simile libertà sull'utilizzo di denaro pubblico».

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