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Immigrazione, COISP: «Da Alfano poche idee ma confuse, intervenire sul confine»

Lo rileva in una nota il COISP, coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forza di Polizia: «Se Polizia di Stato dovesse venir chiamata ad affrontare un così consistente flusso migratorio, visto quanto dichiarato da Alfano, le direttive che arriveranno dal Ministero saranno poche e ben confuse»

«Ieri al “Question Time” alla Camera, il nostro Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in merito alle iniziative intraprese per far fronte ad un'eventuale emergenza migratoria alla frontiera nord-orientale del Paese, proveniente dalla cosiddetta “rotta balcanica”, ha dato un’ulteriore prova della sua preparazione e capacità».

Lo rileva in una nota il COISP, coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forza di Polizia.

«Egli - continua la nota - ha affermato che: “Presso il solo valico di Tarvisio ci sono 60 appartenenti alla Polizia di Stato a presidiare … la fascia di confine tra Italia ed Austria”, inoltre: “Un uguale rafforzamento è stato disposto al confine italo-sloveno con il recente invio presso la Questura di Trieste di un contingente aggiuntivo di circa 50 unità”; ed ancora: ”Nello stesso capoluogo giuliano opera, altresì, l’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima che ha un organico pari a 66 unità”».

«Se - ancora il COISP -  la competenza di Alfano è pari alla conoscenza della geografia e degli Uffici di Polizia di Frontiera presenti nel Friuli Venezia Giulia possiamo stare veramente tranquilli! Infatti:

L’ufficio di Polizia di Frontiera di Tarvisio è l’unico della provincia di Udine che si occupa della vigilanza della fascia confinaria, non solo con l’Austria, ma anche quella  con  la  Slovenia,  che  si  sviluppa  per  centinaia  di  chilometri  ed  il  cui
personale è assolutamente insufficiente, tanto che giornalmente vengono inviati dei rinforzi dalla Questura di Udine che soffre, a sua volta, di una carenza grave di poliziotti;

• Il “rassicurante” rinforzo di 50 persone inviate presso la Questura di Trieste è durato “ben” 3 giorni e da lunedì scorso non vi è più traccia;

A Trieste, è vero, esiste l’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima, peccato che si occupa dei controlli di frontiera esterna Schengen delle persone e dei veicoli provenienti con le navi via mare e non dei controlli “terrestri”;

• Esiste, invece, il Settore Polizia di Frontiera terrestre, con circa 110 uomini in organico, che si occupa della vigilanza della fascia  confinaria  terrestre  della frontiera interna Schengen con la Slovenia che, nel caso di arrivo rilevante dei migranti, avrebbe comunque necessità di essere incrementato.
Ma di quest’ultimo ufficio, evidentemente, il Ministro ne ignora l’esistenza, visto che  non  l’ha neanche  citato.  Forse  pensa di averlo già chiuso, come  aveva improvvidamente proposto di fare alcuni mesi fa !!
»

«Se - conclude -  la Polizia di Stato dovesse venir chiamata ad affrontare un così consistente flusso migratorio, come quello attualmente in atto ai confini di altri paesi europei, siamo sicuri, visto quanto dichiarato oggi da Alfano, che le direttive che arriveranno dal Ministero dell’Interno saranno poche e ben confuse e costringeranno, ne siamo amaramente sicuri, tutti gli operatori di polizia, di ogni ordine e grado, presenti sul territorio del F.V.G. ad ingegnarsi a trovare delle soluzioni tampone, dettate solo dal buon senso e dall’esperienza acquisita negli anni, sempre in assenza di organici, dotazioni e mezzi adeguati allo scopo».

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