Immigrazione, Sap: «Carenza di uomini e di dotazioni, impossibile fronteggiare emergenza»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Mentre alcuni Paesi Europei agiscono costruendo muri anti-immigrato, l’Italia continua a non mettere mano nemmeno allo stato del Comparto Sicurezza.

Mentre si spendono ed investono moltissimi denari sull’immigrazione, nulla o quasi si fa per rimettere in sesto l’apparato oramai debilitato della sicurezza.

Il SAP da tempo denuncia carenze sia in termini di uomini, che di dotazioni, ma anche delle condizioni, in alcuni casi pessime, delle strutture che ospitano la vita lavorativa degli operatori di Polizia.

Abbiamo atteso a lungo prima di inviare questo comunicato nella speranza che almeno questa vicenda si sarebbe sistemata in brevissimo tempo, invece ancora una volta nulla, non si è riusciti a risolvere il problema.

Quanto è ben visibile sul muro esterno del Centro Polifunzionale di San Sabba, tanto decantato e celebrato dai vertici Ministeriali, è la fotografia, purtroppo triste e nemmeno isolata di come siano le condizioni di moltissime strutture della Polizia di Stato in Italia.

Un semplice muro che dovrebbe essere “in-difesa” della struttura è ridotto in condizioni così precarie da richiedere un intervento immediato per non creare pericolo perfino per i pedoni che potrebbero passeggiare per quella via.

Un intervento chiesto proprio dal SAP in un’apposita riunione sulla legge 81-2008 delle settimane scorse e che malgrado il tempo trascorso ha trovato solo una soluzione di divieto di passaggio.

Ci aspettavamo infatti che questa volta si agisse immediatamente per il ripristino e la messa in sicurezza e non iniziasse il solito palleggio burocratico di chi deve pagare e dell’attesa che ci siano i fondi per effettuare tale intervento.

Purtroppo stiamo vedendo come le promesse e le assicurazioni anche da parte dei massimi vertici nazionali della Polizia (vedi il Capo della Polizia in occasione dell’intitolazione del Centro Polifunzionale) su interventi che dovrebbero essere immediati e da tempo sarebbero dovuti essere risolti, come ad esempio il container-corpo di guardia della caserma di San Sabba, lasciano spazio purtroppo solo alle parole, assicurazioni, promesse, ma non ai fatti.

Situazioni simili a quelle di San Sabba ce ne sono altre anche nell’ambito cittadino e purtroppo sono quotidianità nel panorama nazionale, ben visibile nella pagina dedicata sul sito del SAP Nazionale  www.sap-nazionale.org denominata “la vetrina della vergogna” (https://www.sap-nazionale.org/operazione-vetrina-sulla-vergogna.php).

Il SAP le parole e le promesse le lascia agli altri, noi ci aspettiamo di vedere i fatti.
Lorenzo Tamaro -Segretario Provinciale SAP 

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