Immigrazione, Sap: «Non abbassare la guardia a Trieste, migliaia di persone pronte ad entrare in Europa»

Lo rileva in una nota Lorenzo Tamaro - Segretario Provinciale Sap

«È sbagliato abbassare la guardia sulla zona confinaria del capoluogo giuliano perché è possibile l’arrivo di immigrati clandestini. La recente istituzione sul confine di Tarvisio di pattuglie miste tra la polizia italiana e quella austriaca, ha sortito gli effetti di un azzeramento o quasi dei rintracci di clandestini; ciò potrebbe spostare l’attenzione della cosiddetta “rotta balcanica” su Trieste anche in considerazione delle migliaia di persone ferme in Serbia in attesa di entrare in Europa».

Lo rileva in una nota Lorenzo Tamaro - Segretario Provinciale SAP.

«Queste - continua la nota - , vedendo bloccata la “porta d’ingresso” Ungheria (quindi Austria) potrebbero optare per accedere in Europa passando per la Croazia (quindi Slovenia) ed arrivare sui nostri territori. Qui nulla è cambiato o quasi, rispetto alle denunce di un anno fa lanciate dal SAP per quanto riguarda l’organizzazione e le modalità per l’effettuazione di tutte le pratiche di Polizia».  Lorenzo Tamaro-2

«Stessi uffici, quelli usati quotidianamente dagli operatori di polizia  - ancora Tamaro - e non sale esclusive dedicate da poter poi adeguatamente igienizzare all’occorrenza, stesso numero di operatori e mezzi per effettuare le pratiche previste. Nel tempo è stato perfino ridotto il contingente di militari che affiancavano gli operatori di polizia (anche in questo siamo più volte intervenuti sulle discutibili modalità d’utilizzo), ridotto oggi a circa il 50% rispetto la fase iniziale».

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«Crediamo - conclude -  invece che un incremento della forza e un suo migliore impiego sul territorio giuliano costituirebbe un ottimo deterrente, come lo è stato nell’istituzione delle pattuglie miste sul confine italo-austriaco del Friuli. Ancora una volta non si vuole giocare d’anticipo “investendo sulla sicurezza”, rendendo poi inevitabilmente tutto più difficile ed emergenziale e forse perfino più “costoso”». 

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