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L'incendio

Il grande fuoco dal Timavo al Carso, le bocche dell'Inferno

Le fiamme hanno distrutto ettari di bosco, rendendo difficile le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco. Situazione non ancora sotto controllo. "Si preannuncia una lunga notte di lavoro"

TRIESTE - I focolai tra il Timavo e il Carso sono stati talmente numerosi che alcune fotografie scattate durante la giornata hanno riportato la memoria alla devastazione provocata dalla Grande guerra, più di un secolo fa. Il grande incendio che fin dalle prime ore di oggi 19 luglio ha interessato una vasta area da Devetaki a Sablici, fino alla frazione di Medeazza nel comune di Duino Aurisina. Incessante il lavoro svolto da una cinquantina di vigili del fuoco dai Comandi di Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone. Sul campo anche i colleghi sloveni, personale del Corpo Forestale regionale del Friuli Venezia Giulia e volontari della Protezione Civile regionale. In supporto alle squadre di terra hanno operato anche Drago 71 l’elicottero del Reparto Volo Vigili del fuoco di Venezia, un Canadair CAN26 del Corpo Nazionale VVF giunto da Brescia, un elicottero dell’Esercito Italiano giunto da Rimini e due elicotteri regionali. 


Cinque le abitazioni evacuate a Sablici (15 le persone), come pure il casello autostradale del Lisert. Chiuso il tratto della A4 fino a Redipuglia, mentre la statale per Monfalcone è rimasta chiusa per diverse ore. "Gli incendi non sono sotto controllo e si preannuncia una nottata di lungo lavoro" scrivono i Vigili del fuoco in una nota inviata in tarda serata. Anche la linea ferroviaria è rimasta chiusa e, da prime indiscrezioni, avrebbe subito ingenti danni, tanto che potrebbe necessitare di interventi urgenti per ripristinare il collegamento. Disagi notevoli alla circolazione, con la costiera triestina e il raccordo autostradale completamente intasati.

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