rotate-mobile
Le testimonianze dopo il rogo / Chiarbola - Servola - Valmaura / Via Di Vittorio Giuseppe

"Svegliati da un incubo all'alba" il racconto dei residenti dopo l'incendio in via di Vittorio

Fumo, bambini che piangono in pigiama sui pianerottoli, animali portati fuori dagli appartamenti e lo shock per la morte di Monica Battisti, la 51enne che ha perso la vita nel rogo. Il racconto degli inquilini del grattacielo al civico 22. Polemiche su Ater, Novacco e i vigili del fuoco: "Nessuna irregolarità"

Un incubo che inizia alle cinque del mattino, inquilini svegliati dall’odore di fumo e dalle urla, poi la corsa per uscire dal palazzo. Fa rabbrividire il racconto degli inquilini nel grattacielo di via di Vittorio 22 nel rione di Poggi Sant'Anna dove, alle prime luci dell’alba, un incendio è scoppiato all’interno di un appartamento al quarto piano. Purtroppo l’inquilina, la 51enne Monica Battisti, ha perso la vita nel rogo, mentre il figlio 33enne è stato soccorso in tempo dai vigili del fuoco. Uno stabile di 15 piani che comprende 45 alloggi, alcuni dell’Ater (come quello colpito dall’incendio) altri privati.

“Ci siamo svegliati perché abbiamo sentito la puzza di fumo - spiega una famiglia che abita allo stesso piano dell’appartamento incendiato - ce ne siamo andati immediatamente. Nei corridoi c’era tanta gente, bambini in pigiama che piangevano e diverse persone con gli animali nei trasportini”. Tra questi anche gatti, pappagallini e conigli al seguito dei padroni, assiepati a lungo nel piazzale antistante il palazzo. In molti hanno dovuto attendere anche cinque ore prima che i vigili del fuoco dessero loro il nulla osta per rientrare in sicurezza.

“Abbiamo sentito suonare al citofono alle cinque del mattino e pensavamo fosse uno scherzo - ha spiegato un altro residente - invece purtroppo non lo era. Nella tragedia, sarebbe potuta andare molto peggio. Il problema è che non abbiamo un impianto di segnalazione antincendio, i rilevatori antifumo non ci sono, le manichette sembrano non funzionanti e i pompieri non sono riusciti ad allacciarsi all’acqua, nemmeno dagli idranti”. I vigili del fuoco, interpellati in merito, hanno tuttavia dichiarato che “non è stata rilevata alcuna irregolarità”.

In tutto sono più di cento inquilini in un solo grattacielo, che non è il solo comprensorio Ater della zona. Un luogo brulicante di vita ma lontano dal centro cittadino e dai grandi flussi, una zona di cui non tutti i cittadini conoscono l’esistenza. Lo stabile al civico 22 è molto datato, costruito oltre 50 anni fa, di recente è stato effettuato un intervento per l’accessibilità alle persone disabili ma alcuni residenti si lamentano della manutenzione: “Abbiamo acqua che filtra dalle finestre, dall’atrio e negli ascensori. Tante le segnalazioni all’Ater e nessuna risposta”.

Il presidente dell’Ater Riccardo Novacco, interpellato al telefono sulla drammatica vicenda, ha spiegato che “l’inquilina era regolare” e non aveva mai creato “nessun tipo di problema. Per quanto riguarda gli adempimenti dell’Ater nei confronti dell’edificio è tutto regolare per quanto riguarda norme antincendio e per tutto ciò che concerne la politica del buon amministrare. Abbiamo già verificato tutto questa mattina. Prendiamo atto di una tragedia ma non possiamo andare oltre”. Novacco specifica comunque che “il condominoo avrà 60 anni ed è in regola con tutte le norme, non quelle del 2023 ma con quelle dell’epoca. Non è dotato di sistemi di incendio come le case moderne, ma è a regola d’arte per la manutenzione ordinaria”.

Altri inquilini, invece, si ritengono fortunati perché “le porte tagliafuoco hanno impedito il propagarsi dell’incendio”, che è in effetti rimasto circoscritto al solo appartamento. Il locale avrebbe subito comunque danni ingenti e da fuori è ben visibile l’entità del rogo, che ha annerito una consistente porzione del muro esterno. Non molti conoscevano Monica Battisti che, a quanto si apprende, non era un’inquilina storica ma abitava lì da poco tempo. E' tuttavia evidente, negli occhi di queste persone, il peso di una tragedia umana che offusca il sollievo di essere rimasti incolumi.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Svegliati da un incubo all'alba" il racconto dei residenti dopo l'incendio in via di Vittorio

TriestePrima è in caricamento