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Passeur, scatta l'inchiesta della Procura: trenta indagati e primi arresti

Avviata un'indagine su un'organizzazione di passeur che aveva base logistica anche a Trieste. La posizione di Rete Dasi Fvg sulla vicenda di Linea d'Ombra

La Procura di Trieste sta indagando su un'organizzazione di passeur che aveva base logistica anche a Trieste. Lo riporta il quotidiano Il Piccolo. Sono trenta le persone indagate, molte delle quali sono straniere. Sono scattati anche i primi arresti. Accertamenti in corso anche nei confronti dell'Associazione Linea d'Ombra. E' di questa mattina infatti l'irruzione della Polizia nell’abitazione privata di Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasir, nonchè sede dell'associazione. Sulla vicenda, la Rete DASI FVG esprime gravissima preoccupazione per l’accusa (di favoreggiamento dell'immigrazione irregolare) che, a Trieste, ha colpito vice presidente di “ Linea d’Ombra” e per il ritorno della pericolosa ideologia del cosiddetto “reato di solidarietà”.  Per Dasi Fvg "non è possibile non porsi seri interrogativi sulla fondatezza dell’inchiesta e sugli elementi di cui dispongono gli inquirenti per arrivare a giungere ad accusare di così gravi reati una incensurata persona di anni 84, impegnato da anni con incredibile dedizione nell'assistenza umanitaria verso i migranti che giungono in serie condizioni psico-fisiche a Trieste dopo avere superato inaudite violenze lungo la rotta balcanica".

"Confusione di valori"

"Chi conduce pur doverose inchieste sul traffico internazionale degli esseri umani - si legge ancora- non può permettersi di rischiare di confondere e sovrapporre condotte particolarmente odiose che sfruttano la condizione di debolezza nella quale si trovano i migranti proprio con il suo opposto ovvero con l’opera di solidarietà di colui che non si cura, perché è giusto che non lo faccia, di chi sia la persona ferita ed affamata che sta assistendo, se essa abbia o no un permesso di soggiorno (che altro non è che una semplice autorizzazione amministrativa enfatizzata da una insopportabile retorica), se voglia fermarsi in Italia o proseguire il viaggio o altro". Sempre secondo Dasi Fvg, vi è il sospetto che la solidarietà, invece di essere un valore da difendere, "dia fastidio, specie se essa, magari insieme alla denuncia politica ed etica, venga esercitata in un territorio, come quello di Trieste, che ha visto nell'ultimo anno, episodi di sconcertante e gravissima illegalità come sono state le riammissioni illegali di richiedenti asilo ai quali è stato impedito di entrare nel nostro Paese. Chi indagherà con la dovuta solerzia su queste condotte e sulla catena di comando che le ha rese possibili?".

Le parole di Schiavone (ICS)

Sul fronte ICS, Schiavone ha voluto precisare che "non c'è stata alcuna perquisizione delle sedi (di ICS ndr), ma di alcuni appartamenti nei quali la Polizia ha cercato ospiti coinvolti nell'indagine e che altresì non erano mai stati ospiti del Consorzio Italiano di Solidarietà".

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