'Misterioso' incidente d'auto, l'appello della famiglia: "Aspettiamo risposte da quattro anni""

Nel 2016 la tragica morte del giovane di Monfalcone Francesco Maria Tomasso, i genitori e le sorelle chiedono con forza risposte alla procura di Gorizia che indaga sull'incidente: del procedimento non si sa nulla

Una foto dall'incidente il 25 luglio del 2016

Un incidente terribile, quello che ha stroncato la vita del monfalconese Francesco Maria Tomasso, appena 34enne, nel 2016, e a quattro anni dalla tragedia ancora sono ignote le circostanze in cui la sua auto, a velocità non sostenuta, si è schiantata contro un grosso tiglio, con esito purtroppo fatale. A oggi i suoi cari stanno ancora aspettando una risposta dalla magistratura e non sanno neppure su chi l’autorità giudiziaria stia indagando.

Una foto di Francesco Maria Tomasso

FRANCESCO MARIA TOMASSO-2

L'incidente

L'incidente si è verificato sulla Strada Statale 55 all’incrocio con la Strada Provinciale 13 a Savogna d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Come spiegano i legali di Studio 3A, che segue la famiglia, si è trattato di una "fuoriuscita autonoma, ma che con ogni probabilità non avrebbe avuto conseguenze così devastanti se Francesco Maria e la sua piccola utilitaria non avessero trovato sulla loro strada quel possente albero che troneggia in un’aiuola spartitraffico e da cui anzi deborda, invadendo parzialmente la carreggiata, senza che vi fosse alcuna protezione e a dispetto delle norme del Codice della Strada che imporrebbero distanze minime delle alberature dal ciglio stradale o barriere protettive".

Il procedimento penale

Nonostante questo schianto mortale e altri incidenti di minor entità nella zona, il tiglio si trova ancora lì, anche se gli abitanti della zona avrebbero segnalato più volte il pericolo. La Procura di Gorizia, ha quindi aperto un procedimento penale per il reato di omicidio stradale, inizialmente contro ignoti, ha disposto anche l’autopsia sulla salma del giovane e, soprattutto, una perizia cinematica per ricostruire la dinamica e le cause dell’incidente.

La svolta

Da allora ogni richiesta di accesso agli atti per avviare l’eventuale procedura di risarcimento dei danni nei confronti dell’Ente gestore della strada è stata rigettata, con la motivazione che “sono ancora in corso le indagini preliminari e gli accertamenti investigativi”. Tuttavia ora, spiegano i legali di Studio 3A si sa che il fascicolo dal 2019 non è più un “modello 44”, cioè contro ignoti, ma un “modello 21”, ossia c’è o ci sono degli indagati, ma ancora non ne sono stati comunicati i nomi. 

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L'appello della famiglia

Nel 2018 la sorella di Francesco Maria aveva scritto al Sostituto Procuratore della Procura goriziana dott. Paolo Ancora, spiegando che “L’unica cosa che ci tiene vivi è la volontà di capire cosa sia successo quel giorno per conoscere le cause di ciò che è successo e gli eventuali responsabili, anche perché drammi come quello che abbiamo subìto noi non debbano toccare ad altri”.

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