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Contromano in Gvt, 8 anni all'omicida. I difensori: «Colpevole, ma la pena deve essere giusta»

L'attività difensiva è stata dedicata esclusivamente all’accertamento del reale valore del tasso alcolemico in capo all’imputato al momento del fatto

Sconterà otto anni e sei mesi Josif Jitaru Celestin, il trentaquattrenne che con la sua corsa ubriaco contromano in superstrada ha causato un tragico incidente che ha portato alla morte Luca Sussich e Valentina Gherlanz.
La sentenza è stata pronunciata dal gip Laura Barresi al termine del processo con rito abbreviato.
Il giudice ha disposto inoltre per l'uomo di nazionalità rumena la revoca della patente e il divieto di conseguirla nuovamente per 15 anni.
In particolare la sentenza prevende otto anni per il duplice omicidio colposo e sei mesi per guida in stato di ebrezza, tenendo conto della riduzione della pena di un terzo per il rito abbreviato.

Assente al momento della sentenza Celestin, la cui difesa è stata dedicata esclusivamente all’accertamento del reale valore del tasso alcolemico in capo all’imputato al momento del fatto.
«La perizia - ha dichiarato la difesa - deposita in atti non ha superato le ipotesi formulate, su basi scientifiche, dal consulente della difesa dr. Barisani. I periti non hanno potuto escludere che il tasso alcolemico fosse realmente e di molto inferiore a quello accertato e pari 3,14 g/l.- ed hanno riconosciuto che il dato utilizzato si riferisce ad un esame clinico e non forense e quindi che vi è la necessità di applicare una serie di fattori correttivi per giungere, in via approssimativa, ad un dato reale».

«I periti hanno quindi ritenuto possibile che il dato reale fosse pari a 2 g/l e non  a 3,14 g/l individuando quindi un errore iniziale del 33%. Alla luce di tali enormi ed ingiustificate criticità a livello tecnico / scientifico risulta pertanto necessario continuare a richiedere approfondimenti attesa la necessità che si faccia piena luce sulle responsabilità del signor Jitaru Iosif Celestin, il quale certamente è colpevole del reato a lui ascritto, certamente è giusto che abbia a ricevere e a scontare una pena ma l’entità della pena deve essere pari a quanto previsto dalla legge, il tutto senza condizionamenti esterni.

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