Incidenti stradali Salita di Gretta

Incidente di Gretta: da "nonno paletta" a "nonno giustiziere"

T.G., conducente dell'auto che ha investito il ragazzino fuori scuola in salita di Gretta spiega che «il bimbo sta bene, ringrazio i genitori per la comprensione; sono stata minacciata dal nonno vigile»

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. La terza legge della dinamica in realtà potrebbe essere letta in chiave universale, salvo che di solito la rezione non è propriamente uguale. Il caso dell'incidente di ieri, mercoledì 10 maggio, in salita di Gretta, all'uscita di scuola davanti l'istituto Umberto Saba, ha avuto infatti delle conseguenze un po' fuori dal comune. 

Come vi avevamo dato notizia, una Lancia Musa condotta da una donna, T.G. ha colpito un bambino che strava attraversando le strisce pedonali per raggiungere il padre dall'altra parte della strada. L'urto l'avevamo definito violento a giudicare dai danni al veicolo, ma fortunatamente la velocità dell'auto non era sostenuta, «andavo forse a 30 all'ora, ero pur sempre davanti una scuola» sottolinea T.G. che oggi, giovedì 11 maggio, ci ha contattati per raccontare un risvolto della vicenda oltre al lieto fine per il piccolo pedone trasportato al Burlo per le cure del caso.

«Non conosco la prognosi, ma sono andata all'ospedale per accertarmi delle sue condizioni - spiega la conducente dell'auto -: voglio ringraziare i suoi genitori per la comprensione nei miei confronti; con loro e il piccolo, che camminava sulle sue gambe, siamo usciti dall'ospedale con il sorriso. Sono ovviamente dispiaciuta per quello che è successo, ma l'ho visto sbucare all'ultimo momento».

«Voglio sottolineare poi che non tutti i danni all'auto sono riconducibili all'incidente: una volta che purtroppo ho colpito il ragazzino, sono stata vittima di insulti e minacce da parte di uno dei due "nonno vigile" che ha colpito con la paletta più volte la mia auto danneggiando il parabrezza e parte del cofano - racconta T.G. -; inoltre quasi incitava i presenti a fare lo stesso. Ho sporto denuncia per questo alla Polizia locale intervenuta».

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