Incidenti stradali

Incidenti, Trieste maglia nera: calano i morti, ma aumentano sinistri e feriti (GRAFICI)

L'unico dato positivo dell'indagine Istat è che il numero dei decessi in seguito a incidente stradale in Fvg è sotto la media nazionale

incidente mortale in viale Miramare del 24 ottobre 2016

L'unica buona notizia dal rapporto Istat sugli incidenti stradali in Friuli Venezia Giulia nel 2015 è che la diminuzione del numero dei morti è più accentuata in regione rispetto al resto d’Italia. Purtroppo però aumentano sia il numero di incidenti che quello dei feriti, in controtendenza con le variazioni rilevate nell’intero Paese; fa preoccupare soprattutto l’incidenza del numero di pedoni deceduti, cresciuta molto di più in Fvg che nella Penisola (l'ultimo episodio risale proprio a una settimana fa a Sistiana dove ha perso la vita l'anziana R.L.). Secondo l'Istat sulle strade provinciali, regionali e statali fuori dai centri abitati il tasso di mortalità è stato più alto nel 2015 (37,60%), e hanno trovato la morte 27 delle 70 persone decedute in Fvg nel corso dell’anno.

MENO MORTI - Rispetto al 2001, nel 2015 le vittime della strada in Fvg si sono ridotte del 66,2% contro il -51,7% della media in Italia, mentre fra il 2010 e il 2015 la riduzione è stata del 32% (-16,7% in Italia). Sempre fra 2010 e 2015 l’indice di mortalità in Fvg è passato da 2,6 a 2 deceduti ogni 100 incidenti, quello medio nazionale da 1,9 a 2. Aumenta però come detto il numero dei feriti è cresciuto del 7,8%, mentre nel resto d’Italia questo dato è addirittura negativo.

MAGLIA NERALa maglia nera è di Trieste che ha si riscontrato il calo maggiore dei morti (-41,7%, ovvero dai 12 del 2014 ai 7 del 2015), ma ha fatto segnare il più alto aumento relativo di feriti (+33,7%). In assoluto è Udine la provincia che conta più incidenti, più decessi e più ferimenti sulle strade (1291, 33 e 1813).

STRADE - L’incidentalità è elevata in tutti i comuni capoluogo, lungo gli assi e raccordi autostradali, nei comuni a nord di Pordenone, lungo la SS202 Triestina e la SS52 Carnica. Nel 2015 il maggior numero di incidenti (2.524, il 71,3% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 34 morti (48,6% del totale) e 3.179 feriti (67,3%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 3,8% in ambito urbano, del 14,4% sulle autostrade, del 14,8% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi continuano ad avvenire sulle strade extraurbane (3,7 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,7). Quasi la metà dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane (43,1%) che su quelle extraurbane (48,1%). In ambito urbano gli incidenti che si verificano nei pressi di un’intersezione rappresentano il 30,7% del totale, seguono quelli che avvengono in corrispondenza degli incroci (13,0%) e in curva (7,6%). Lungo le strade extraurbane il 20,9% degli incidenti si verifica in curva, il 17,9% nei pressi di un’intersezione.

MESI E ORE - Tra maggio e settembre si contano 1.573 incidenti (il 44,5% degli incidenti dell’anno) in cui hanno subito lesioni 2.143 persone (45,3%) e 32 sono decedute (45,7%, Figura 5). Quasi l’84% degli incidenti ha luogo tra le 7 e le 20, ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 4 e le 5 del mattino (15,4 morti ogni 100 incidenti) e tra mezzanotte e l’una (10,9), con valori di molto superiori alla media giornaliera (2,0). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 45,6% degli incidenti notturni, il 63,2% delle vittime e il 49,9% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 5,0 decessi ogni 100 incidenti, contro 2,0 registrato in totale. I valori massimi della mortalità sono stati raggiunti nelle notti del venerdì (10,0) e del sabato (18,0) lungo i tratti di strada extraurbani. 

COSTI SOCIALI - I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2015, il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in circa 17,5 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale - 288,1 euro pro capite - e in oltre 340 milioni di euro - 280,8 euro pro capite - in Friuli- Venezia Giulia; la regione incide per il 2,0% sul totale nazionale. 

COMPORTAMENTI A RISCHIO - La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (69,3%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (959 casi, 18 vittime e 1.384 feriti), seguita dal tamponamento (606 casi, 3 decessi e 937 persone ferite). La tipologia più pericolosa è la fuoriuscita (4,6 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con veicolo in momentanea fermata o arresto (3,3) e l’investimento di pedone (2,4). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,0 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,5 decessi).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole della precedenza o del semaforo, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 31,6% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo elevata incide per il 18,0%, la guida distratta per il 16,4%, il mancato rispetto delle regole della precedenza o del semaforo per il 12,1%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per gli ultrasessantaquattrenni (7,7 per 100 mila abitanti) e i 15-29enni (7,5 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 74,3% delle vittime e il 70,4% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate l’11,4% dei morti e il 21,2% dei feriti, i pedoni il 14,3% dei deceduti e l’8,5% dei feriti. È over 64 il 60,0% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale e il 29,2% dei feriti. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 694,4 per la classe di età 15-29 anni e a 472,7 per quella 30-44 anni. 

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