Cronaca Via Pirano

Affollato incontro alla CoopCa di via Pirano a rischio chiusura, Cosolini: «Massimo impegno»

Affollato incontro ieri sera al supermercato CoopCa di via Pirano, alla presenza non solo del personale ma anche di numerosissimi clienti, tutti per attestare al Sindaco Cosolini il grande e antico legame del rione con la struttura e la sua indispensabilità per gli abitanti della zona, molti dei quali anziani

Affollato incontro ieri sera al supermercato CoopCa di via Pirano, alla presenza non solo del personale ma anche di numerosissimi clienti, tutti per attestare al Sindaco Cosolini il grande e antico legame del rione con la struttura e la sua indispensabilità per gli abitanti della zona, molti dei quali anziani e pertanto in difficoltà a spostarsi altrove per acquisire i beni di prima e quotidiana necessità, e per chiedere quindi al Comune di intervenire per cercare di salvaguardare l'esistenza in vita di un negozio che altrimenti, alla fine dell'anno, sarà destinato a quasi certa chiusura a seguito del fallimento del Gruppo.

A “certificare” tutti questi aspetti e realtà che contraddistinguono questo supermercato – che qualcuno tra i clienti ha definito “speciale” e diverso dagli altri per il tipo di rapporto quasi più che familiare che si è instaurato con il personale nel corso degli anni – hanno voluto intervenire, con la propria parola e testimonianza, in molti, tra l'altro con toni spesso fortemente emozionati o addirittura commossi.

Ha introdotto, in apertura, il signor Diego Sivini a nome del comitato spontaneo di cittadini che ha raccolto nei giorni scorsi ben 1178 firme in pochissimo tempo a sostegno della “causa” del negozio di via Pirano, rappresentando al Sindaco l'alto livello di “fidelizzazione” sia dei dipendenti, che vi lavorano da molti anni – molti già dalla precedente gestione, quando il supermercato portava il nome di “Conca d'Oro” ed era in una primissima fase collocato nell'attigua via Capodistria -, ma anche dei moltissimi clienti che lo frequentano con grande affetto e “sentendolo” come una parte costitutiva irrinunciabile del tessuto del popoloso rione di Chiarbola, “un luogo “nostro” - ha detto Sivini -, di forte socializzazione, di incontro e dialogo e di sinceri rapporti umani con il personale. Si cerchi perciò – ha concluso il rappresentante del comitato – una soluzione, e se la CoopCa è veramente finita, qualunque altra soluzione disponbile nel settore, affinchè il rione non perda un suo bene prezioso e i dipendenti non vedano il 31 dicembre prossimo trasformarsi da giornata festosa in un giorno da incubo per la perdita del lavoro”.

Subito dopo ha voluto brevemente intervenire anche l'Ispettore di zona della CoopCa  Davide Querini principalmente per ricordare le prossime tappe della vicenda: oggi opera – ha spiegato - un commissario giudiziale incaricato di gestire l'intero gruppo, alla fine del mese di ottobre verrà nominato un commissario liquidatore e da allora potrà venir avviata la cessione delle diverse strutture.

Ma noi, nonostante tutto, crediamo ancora e fermamente in questa realtà lavorativa e umana” ha affermato dal canto suo, subito dopo, la responsabile del punto di vendita Arianna Sal, ringraziando innanzitutto il Sindaco per la sua presenza e “per aver voluto venire a sentire di persona il nostro stato d'animo e la tragedia che stiamo vivendo”, nonché il consigliere comunale – e affezionato cliente - Roberto Decarli per il suo essersi fatto tramite di questa situazione verso il Comune e il Sindaco stesso. “Siamo 14 dipendenti che da almeno 20 anni lavorano al servizio della gente del rione, e tutti noi ci sentiamo ormai parte integrante di questa realtà – ha aggiunto la Sal – e non riusciamo nemmeno a immaginare per noi una vita lavorativa diversa da questa, né che dopo il 31 dicembre potremmo trovarci tutti in strada! Chiediamo solo lavoro e dignità”. 2015_29608 stampa-2

E' toccato quindi a Gloria D'Alessandro, anche quale rappresentante sindacale aziendale della FILCAMS – seguita poco dopo anche da Antonella Bressi dirigente dello stesso Sindacato - ripercorrere in un commosso intervento, spesso interrotto da vivi applausi di incoraggiamento da parte dei colleghi ma ancor più dei clienti presenti, la lunga storia del negozio, per concludere lamentando la poca considerazione ricevuta dai vertici della CoopCa e chiedendo al Sindaco “di prendere a cuore la sorte di tutte queste persone, dipendenti e affezionati clienti che senza di noi si troveranno in forti difficoltà”.

L'attenzione da tener presente anche riguardo ai molti anziani del rione che soffrirebbero notevoli disagi per il dover recarsi in altri e più distanti punti vendita è stata rappresentata anche dalla cliente Loredana Vesnaver che ha rimarcato la necessità di salvaguardare questa struttura come supermercato e “non svendendola per poi trasformarla magari in uno dei tanti negozi generici dove si vende di tutto e di più”, per cui il tentativo – ha concluso rivolgendosi al primo cittadino – dovrebbe essere quello di interessare le altre realtà imprenditoriali del settore affinchè questo supermercato prosegua la medesima attività sotto un'altra gestione”.

A tutti ha risposto infine il Sindaco Cosolini ringraziando prima di tutto ”per la bella testimonianza civile di unità fra le persone e di compattezza a tutti i livelli che state dimostrando”, dando quindi assicurazione del suo “massimo e personale impegno per seguire questa nuova difficile situazione occupazionale e non solo, in primo luogo partecipando in ogni caso all'incontro dei prossimi giorni (questo sabato al centro Ce.Di di CoopCa ad Amaro, n.d.r.) con la presenza dei Sindaci della Carnia, affinchè Trieste – ha sottolineato Cosolini – non venga dimenticata”, “quindi, e al di là di questa possibilità – ha proseguito – per esperire ogni tentativo ulteriore, e a ogni livello, per cercare di salvare comunque questo nostro negozio, rivolgendosi a soggetti imprenditoriali in grado di poter assumere un tale impegno”.

“Non mancherò di tenervi aggiornati – ha concluso Cosolini – ma fin d'ora vi devo riconoscere che mi avete dato oggi una bella e forte spinta. E di ciò, io per primo, vi sono grato!”.

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