Cronaca

Incontro Italia - Austria, Polidori: «Sentimenti di appartenenza alla nazione non dividono ma uniscono» (FOTO)

Al termine della sfilata in costume (foto nella gallery) le istituzioni hanno pronunciato le loro riflessioni in tema di pace, guerra, ed equilibri europei e internazionali

Luisa Polli e Paolo Polidori

Si è svolta questa mattina, domenica 9 settembre, la sfilata in costume (vedi gallery alla fine) in ricordo della Grande Guerra, a celebrare il centenario della sua fine, nell'ambito del 27esimo tavolo per la pace italo - austriaco. Il corteo in divisa ha percorso le principali vie della città partendo da piazza sant'Antonio per arrivare in piazza Unità, dove i rappresentanti delle istituzioni organizzatrici hanno tenuto i loro discorsi.

Gli intervenuti

Presenti Mario Eichta, ideatore e organizzatore degli Incontri italoaustriaci della pace a ricordo dei caduti e delle vittime civili della Grande Guerra, Walter Murauer, vicepresidente della Croce Nera Austriaca, associazione che si occupa di preservare i cimiteri di guerra, e Carlo d'Asburgo-Lorena, nipote dell'ultimo imperatore Carlo I d'Austria. Presenti anche il vicesindaco Paolo Polidori, l'assessore a urbanistica e ambiente del Comune di Trieste Luisa Polli, e l'assessore regionale alle autonomie locali Pierpaolo Roberti. Intervenuti in maniera ufficiale anche i Comuni di Monfalcone e Fogliano Redipuglia. Alla cerimonia, animata dalla banda Imperiale d'Austria e conclusa da un concerto della banda Refolo, erano presenti associazioni civili e combattentistiche italiane e sodalizi di tradizione austriaci.

Rojc: "Opposti nazionalismi veleno d'Europa"

Pacifica coesistenza tra popoli

Questi i concetti espressi da Polidori: «È un onore per Trieste, che rappresento oggi, ricevere tante autorità importanti per suggellare questa importante ricorrenza che ci ricorda quanto tutti i caduti vadano rispettati. A 100 anni fine prima guerra mondiale abbiamo qui con noi anche i rappresentanti anche dei comuni in esilio, e ringrazio Massimiliano Lacota dell’Unione degli Istriani per questo». Il vicesindaco ha poi ricordato che «Il 17 settembre del 1914 è caduto il primo soldato triestino ma l’Italia non era ancora in guerra, lui combatteva con gli Asburgo sul fronte della Galizia. Trieste, che è stata per 500 anni con gli Asburgo, testimonia il fatto che i nazionalismi non dividono ma uniscono, e all’interno di una città devono esistere più sentimenti di appartenenza. I palazzi di Trieste sono stati progettati da architetti italiani e austriaci e questa città incarna un modello di pacifica coesistenza tra popoli».

Il "Nuovo nazionalismo"

Il console Spadinger ha invece letto due testi di due soldati appartenenti alle opposte fazioni durante la grande guerra, dichiarando che «La guerra crea una sofferenza enorme e indistinguibile da ambo le parti» e commentando poi che  «In un mondo che vede al potere Kim Jong Un, Trump e Erdogan, noi europei dobbiamo farci portatori dei nostri valori e scopi comuni, il nuovo nazionalismo non deve separarci l’uno dall’altro, è essenziale mantenere un contesto di reciproca stima e amicizia»

Altri interventi

Eichta ha annunciato il prossimo incontro della pace ad Asiago il 5 maggio 2019 (giorno di San Benedetto, patrono d'Europa), e il vicepresidente Murauer ha parlato dell'importanza del ruolo dell'Europa unita «che ha garantito quella pace che ora dobbiamo mantenere. Essenziale anche l'eliminazione dei confini, ora è necessario toglierli anche dalla nostra testa». L'Arciduca Carlo ha poi sottolineato il ruolo portante di Trieste nella Mitteleuropa, «che ha mantenuto la pace dopo la guerra valorizzando le singole culture».

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