Martedì, 23 Luglio 2024
L'indagine

Rubano il Bonus Cultura a 600 diciottenni: maxi indagine della Procura di Trieste

Versati su un conto in una banca triestina 300mila euro. L'indagine, coordinata dalla procura di Trieste e svolta dai Carabinieri, ha identificato giovani vittime in tutta Italia

TRIESTE - Si fingono impiegati dell'Anagrafe e, con la scusa di aiutare dei 18enni a ottenere il Bonus Cultura, rubano loro i dati personali e riescono a ottenere illegalmente circa 300mila euro. La Procura di Trieste, diretta dal sostituto procuratore Pietro Montrone, sta indagando su una maxi truffa ai danni del Ministero della Cultura e di diverse centinaia di neodiciottenni in tutto il paese, titolari del Bonus Cultura.  Finora sono stato identificati 620 giovani truffati, ma le indagini sono ancora in corso e il numero potrebbe aumentare. L'indagine è svolta dall'Aliquota dei Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria della Procura di Trieste.

Il Bonus Cultura consiste in una somma di 500 euro per l'acquisto di libri, servizi e materiale didattico, riconosciuto a tutti i neodiciottenni previa loro registrazione, tramite Spid o Cie, al sito ufficiale "18APP" (www.18appitalia.it). I truffatori, dopo aver identificato i beneficiari, si sono spacciati per impiegati degli Uffici Anagrafe, impegnati nei controlli. Sono così riusciti a carpire loro i dati personali e i documenti d'identità, utilizzandoli poi, a totale insaputa dei veri beneficiari, per accedere abusivamente all'app e creare falsi voucher a loro nome. I malintenzionati hanno quindi attivato uno SPID con le vere generalità del singolo giovane ma con un provider diverso dal fornitore del servizio SPID che era stato attivato dalla vittima della truffa: in tal modo i malviventi, valendosi di uno SPID apparentemente regolare perché rilasciato al vero nome del singolo beneficiario, hanno potuto effettuare gli acquisti da ditte, evidentemente costituite da complici, le quali apparentemente hanno fornito i servizi ed il materiale.

Gli ordini venivano poi validati da parte della società a ciò incaricata dal Ministero della Cultura, indotta in errore, così sono stati eseguiti i relativi pagamenti, con bonifici effettuati su un conto corrente di una banca triestina. La somma complessivamente confluita su questo conto corrente è stata di circa 300mila euro. Il magistrato titolare delle indagini ha tempestivamente emanato un decreto di sequestro preventivo d'urgenza, poi convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari e confermato dal Tribunale del Riesame, grazie al quale si è evitato che la somma ancora giacente su quel conto corrente (oltre 160mila euro) venisse definitivamente prelevata dagli autori del reato. E' emerso che che questa tipologia di truffa è molto più estesa di quanto finora noto, tanto che indagini analoghe sono state aperte pure da altre procure.

Il procuratore Antonio De Nicolo raccomanda ai diciottenni di “affidarsi alle sole indicazioni fornite dal sito ufficiale” e auspica che “venga rapidamente istituito un coordinamento efficace fra tutti i provider di SPID accreditati, in modo che non sia mai possibile ottenerne più d'uno semplicemente contattando i vari fornitori”.

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